Panorama dal bar

C’è un pezzetto di Marche, anzi, proprio di Macerata, nel cuore delle Dolomiti, a Soraga, in Val di Fassa. L’hanno scoperto poche settimane fa anche 22 sacerdoti della nostra diocesi, che, accompagnati dal vescovo Marconi, sono saliti in montagna per vivere gli esercizi spirituali predicati dal nuovo Vicario del papa per la diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis. Questa autentica perla è La Lum de Roisc (traduzione: “La luce di un luogo scosceso”), una casa di proprietà dell’associazione Mariana Regina dell’Amore, che, nata a Macerata è stata eretta nel 2010 dall’allora vescovo Giuliodori quale “Associazione pubblica di fedeli”, ora ha un numeroso e attivissimo gruppo nella località trentina.

Panorama

All’origine c’è stata la donazione di 4 fratelli, Carletto e Rita Rossi con i 2 fratelli sacerdoti, padre Giovanni, missionario Dehoniano in Argentina e padre Mario della Congregazione dei Venturini (un terzo fratello, don Pietro, Salesiano, è morto pochi anni fa e altri due erano morti nel passato). Essi hanno fatto ciò nella convinzione che, così, l’esperienza di accoglienza per tantissime ragazze che aveva contraddistinto la loro vecchia “Ciasa Margherita” si sarebbe rinnovata al passo con i tempi.

Una camera da letto

Così è stato. L’associazione ha affrontato, confidando nella Provvidenza, un considerevole impegno economico, prima per registrare la donazione e poi per effettuare una completa ristrutturazione edilizia. I lavori, compiuti a regola d’arte, sono approdati a un edificio che, oltre al rispetto di tutte le normative di sicurezza e dotato delle tecnologie più avanzate per il risparmio energetico, è soprattutto bello.

Una doccia

E così chi raggiunge “La Lum de Roisc” percorrendo il centinaio di metri che la separa dal borgo, si trova dinanzi un edificio di una semplicità elegante e calda, dove gli elementi moderni si sposano armoniosamente con altri tipici ladini (la Val di Fassa è infatti il territorio in cui vive questa minoranza linguistica, attaccatissima alle proprie tradizioni).

Il ristorante

La casa è collocata ai margini del bosco, di notte la quiete non è disturbata da alcunché. Gli arredi delle 14 stanze e dei 2 appartamenti sono tutti nuovi, in legno chiaro, lavorato al naturale, non trattato; gli infissi sono con tripli vetri così da assicurare un efficacissimo isolamento termico (anche acustico, ma di questo non c’è proprio bisogno). I bagni sono spaziosi, con docce ampie. L’intera struttura è coperta da

WiFi (che funziona bene). Ma fin qui si tratta di elementi che non stupiscono chi sia abituato a frequentare alberghi in Trentino o in Alto Adige, dove la cultura di attenzione all’ospite è profondamente radicata.

Il ristorante

A rendere unico il soggiorno a “La Lum de Roisc” è chi la gestisce. A partire dalla responsabile Maria Teresa col marito Emanuele, Tone con la moglie Teresa: per loro l’ospite e per tutti i loro giovani collaboratori (Piercarlo, Teresa, Sara) l’ospite è prima di tutto una persona, un amico. Mai si ha l’impressione di essere “clienti”, perché gratuità, fraternità, collaborazione, attenzione all’altro, sono elementi che si colgono

innanzitutto nei rapporti tra lo staff della casa. Nessuno di loro è “risorsa umana”; sono cristiani che vivono in fraternità, con giornate ispirate dalla luce della Parola con cui hanno il primo appuntamento nella Messa celebrata da padre Giovanni nella luminosa cappella alle 6 di ogni mattino.

La cucina

Sì, perché “La Lum de Roisc” non nasconde la propria identità di casa che nasce con un’ispirazione religiosa profonda e convinta, ma proprio per questo pratica un’accoglienza aperta, cordiale e rispettosa verso chiunque. Nessuna imposizione di gesti, riti, preghiere, ma tanto calore umano e simpatia schietta, che conquista.

Una conquista nella quale la cucina ha un ruolo di tutto rispetto. Anche qui la semplicità si coniuga con la qualità “tracciata” delle materie prime, tutte di provenienza locale, e con l’eleganza della presentazione e degli accostamenti (i più diffidenti possono andare a leggere le recensioni su Booking.com).

La cappella

Tutto davvero perfetto per trascorrere qualche giorno saziando gli occhi delle bellezze smaglianti delle cime dolomitiche e rinfrancando il cuore con la pace che l’ambiente e le persone trasmettono al cuore. E forse a qualcuno verrà spontaneo schiudere la porta della cappella e sostare davanti al grande Sacro Cuore, anch’esso di legno bianco, che abbraccia il tabernacolo, per riprendere un dialogo interrotto magari da tanto tempo. Qui la fretta svapora, il respiro affannoso si placa e il nostro piccolo cuore si può aprire alla confidenza con quello di

Il bar

Chi ha sparso il proprio sangue per tutta l’umanità. Buon soggiorno a “La Lum de Roisc”.

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