L’estate è tempo propizio per pensare e magari interrogarsi su cose importanti alle quali però non diamo normalmente attenzione. È ormai un dato consolidato: le nuove generazioni, attirate dalle immagini, leggono sempre meno. Questo fatto sembrerebbe ininfluente per la fede: «La fede viene dall’ascolto», non dalla lettura. «Converte più l’esempio che la parola».

Sono tutte frasi note e giuste. La prima ha addirittura l’autorità dell’”apostolo delle genti”, san Paolo (Rom 10,17). Ma un cristiano che non legge è come un suonatore di chitarra che non conosce la musica: suonerà ad orecchio, magari anche piuttosto bene, ma non raggiungerà mai l’eccellenza, perché non può far tesoro della tecnica e dell’esperienza degli altri suonatori.

I vescovi francesi, ben 15 anni fa, quando l’invasione di Facebook e YouTube era ancora fantascienza, scrissero una lettera intitolata: “Ritrovare il tempo di leggere” rivolgendosi a una comunità di fedeli che si erano accorti essere sempre meno abituata a coltivare la vita interiore, per invitarla a leggere almeno un po’. La Parola di Dio, per convertire il cuore, deve risuonare nell’intimo della persona, e questo spazio interiore si amplia solo coltivando il silenzio, la riflessione, l’ascolto dei nostri sentimenti e desideri più veri e profondi. Non a caso definiamo “superficiale” una persona che manca di questo spessore interiore.

Ricominciare a leggere come primo passo per ridare profondità alle nostre vite

Un primo passo nella direzione giusta è ricominciare a leggere. Non necessariamente un libro devoto, ma anche un’opera classica, che trasmette sempre un arricchimento della nostra umanità e sensibilità. «Leggere le opere che ci vengono dal passato vuol dire accogliere una tradizione vivente, arricchirla a nostra volta con la nostra partecipazione», scrivono i vescovi d’Oltralpe nel loro documento. «Noi guardiamo il mondo dopo essere saliti sulle spalle di coloro che ci hanno preceduto, e grazie ai loro sforzi.

Tutta la nostra tradizione culturale e letteraria, quella che è stata oggetto dei nostri studi umanistici, vive su questi presupposti, che abbiamo ereditato direttamente dalla cultura cristiana del libro». È una vera sfida, perché l’alibi è sempre lì, pronto per essere estratto: «Non abbiamo tempo». Eppure il nostro tempo moderno è pieno di attese vuote: si attende in fila allo sportello, si attende l’autobus, si fa anticamera da un professionista, ci si ritrova con un tempo vuoto per un imprevisto… e soprattutto da anziani, c’è tanto tempo vuoto.

Leggere, trovare il tempo per farlo, rappresenta un atto di scelta controcorrente, un vero gesto di libertà: «Attraverso il libro ognuno può costruirsi in modo differente dagli altri e raggiungere una vita interiore autonoma». Se questo è vero per crescere una umanità matura, lo è ancora di più per la crescita della fede. Non dobbiamo dimenticarlo: «Il cristianesimo non è una religione del libro ma una religione della Parola. È Gesù Cristo, il Verbo venuto in questo mondo, che rivela l’uomo a se stesso e lo conduce a Dio. Eppure i libri della Bibbia (ta biblia) occupano un posto importante nella strutturazione della persona credente».

Tre elementi basilari per la vita spirituale: lettura quotidiana del Vangelo, Messa domenicale, Confessione mensile

Se dovessi ridurre al minimo, a ciò che è indispensabile, la vita spirituale di un cristiano serio, indicherei tre cose: la lettura quotidiana del Vangelo del giorno seguita da qualche momento di meditazione, la Messa domenicale vissuta con vera partecipazione del cuore, la confessione ben fatta una volta al mese. La lettura quotidiana del Vangelo, l’aiuto di un buon libro di meditazione o comunque di un libro spirituale, sono per me i mattoni con cui si costruisce la vita spirituale. In questo tempo di terremoto abbiamo visto che le case costruite semplicemente, mattone su mattone, sono quelle che hanno resistito meglio. Buona lettura e buona estate.

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