Sacro Cuore, venerdì 14 luglio 2017. Una Chiesa gremita e più colorata del solito quella che ha celebrato il mandato missionario per una trentina di giovani della Diocesi di Macerata e di quella di Fermo. Questo appuntamento si ripete ormai da diversi anni ed è per il Centro missionario diocesano, che lo organizza, l’espressione più viva di una Chiesa che si mette in cammino con giovani.

Ragazzi di realtà missionarie e associative varie che decidono ogni anno di vivere una parte del tempo estivo a servizio di periferie vicine e lontane. Periferie dove si toccano e condividono povertà e diversità, ma anche la ricchezza di un tempo speso bene. La celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Fratini, nunzio apostolico della Spagna, si è svolta con la partecipazione di un significativo gruppo di giovani: 7 i ragazzi che percorreranno i sentieri di Santiago, 16 i giovani che in Agosto insieme al gruppo Eumega raggiungeranno il Togo, 6 gli educatori di Azione Cattolica che accompagneranno una settantina di ragazzi nell’esperienza a Montorso, incontrando varie realtà tra cui l’Hotel House, e una la giovane dell’associazione Bondeko che vivrà dieci giorni nel campo profughi di Siracusa.
Esperienze diverse per mete e stile di servizio, ma accomunate da un unico sentire, quello che rende tutti parte della stessa Chiesa che scommette proprio sui giovani per rivelare il suo volto missionario. Si parte non per una semplice passione, nè per un’intuizione del momento ma perchè di fronte ad una chiamata ognuno dei presenti ha detto, anche se con velato timore, il suo piccolo grande sì. È questo sì che rende l’esperienza del partire un sentiero di vocazione. L’applauso che si è alzato a conclusione del mandato e della consegna dei segni di invio, un rosario e la preghiera missionaria, è espressione chiara dell’emozione vissuta da tutta la comunità.

Una comunità fatta non solo degli assidui parrocchiani, ma anche di amici e parenti dei giovani in partenza, uniti nell’affidare a Dio e alla Chiesa il cammino dei loro cari. “Mandati perchè amati”. Con questa certezza si è conclusa la celebrazione e con l’invito a custodirsi reciprocamente nella preghiera.

Chi è mandato non parte per sè, ma perchè ha sentito che l’amore ricevuto non può restare nel recinto del cuore, ma deve trovare il coraggio di passi, anche rischiosi, che si fanno incontro. Questa è missione, missione giovane.

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