Tra la coltre di cemento e mattoni che separa ogni cella di detenzione, la vita vissuta, perduta, sprecata nel crimine, tra rimorsi o nessuna voglia di redenzione, si dirama come la gramigna in cerca di un pertugio. Eppure è vita, appunto, un lungo corridoio su cui si affacciano stanze d’approdo per le storie degli uomini che lì abitano perché giudicati dalla legge.

Uno degli orti a disposizione dei detenuti
La lista dei partecipanti al Poetry Slam

Quasi beffarda, la Casa di reclusione di Barcaglione, ad Ancona, si affaccia sul mare Adriatico, ed è da lì che salpano speranze concesse al vento. Come a dire: non poteva esserci luogo peggiore per la libertà, non poteva esserci posto migliore per la poesia.

Molte le attività proposte, dalla letteratura all’agricoltura, fino alla produzione della birra, grazie alla dedizione del capo educatori, Francesco Tubiello, dell’agronomo Sandro Marozzi, e di operatori e volontari. Le esistenze versate, tuttavia, si sono trasformate stavolta in versi grazie all’evento del 6 luglio scorso, l’“Ora d’Aria Poetry Slam”.

Da sinistra, Nobili (garante), Pennelli (direttore), Marozzi (agronomo) e Tubiello (capo educatori)
Il poeta Luigi Socci

L’appuntamento è stato proposto all’interno della rassegna “La Punta della Lingua 2017”, festival diretto dal poeta Luigi Socci e dal critico Valerio Cuccaroni. Dal 2 al 9 luglio, per 8 giorni si sono alternati 40 ospiti italiani e stranieri, fra cui i premi Strega Walter Siti e Tiziano Scarpa, i grandi poeti italiani Antonella Anedda e Giampiero Neri, l’inglese Jan Noble e il macedone Jovica Ivanovski, e il cantautore catanese Cesare Basile.

La platea dei detenuti al Poetry Slam

Dieci le location, in riva al mare, lungo i sentieri del Parco del Conero, in monumenti secolari e dimore storiche, fra cui Casa Leopardi a Recanati. Il più suggestivo, senza dubbio, l’area verde del carcere del Barcaglione. Il “Poetry Slam” ha visto svolgersi una vera e propria gara fra campioni nazionali, con l’eccezionale partecipazione di uno dei ristretti dell’Istituto. Inoltre, la giuria popolare è stata composta dalla platea dei detenuti che ha poi decretato il vincitore.

Al centro, Mattia Guarnera dell’omonimo birrificio agricolo

Tra le personalità intervenute, il direttore di Barcaglione, Maurizio Pennelli, e il Garante per i diritti dei detenuti delle Marche, l’avvocato Andrea Nobili, i quali hanno anche consegnato ai reclusi gli attestati di partecipazione ai vari corsi svolti nel corso dell’ultimo anno. Notizia importante per le attività della struttura: l’assunzione (interna al carcere) di un detenuto da parte del birrificio agricolo Guarnera di Jesi, azienda non nuova a tale impegno, che dal 2015 ha quasi totalmente trasferito la sua produzione all’interno del Barcaglione.

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