Dopo gli interventi del teologo Gronchi e del giurista Arroba Conde, il Convegno “Strade di Felicità” è proseguito il 30 aprile con i Workshop, prima dei quali c’è stato l’intervento di don Edoardo Algeri, Presidente della Confederazione Consultori di ispirazione cristiana, per poi concludersi il 1° maggio, con la sintesi dei lavori da parte di Claudio e Laura Gentili, del Centro di formazione familiare “Betania” di Roma, e il saluto finale di don Paolo Gentili e Tommaso e Giulia Cioncolini, rispettivamente responsabile e coppia di sposi collaboratori della Pastorale familiare nazionale.

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Il 30 aprile si è entrati nel vivo del Convegno di Assisi, poiché i circa 500 partecipanti si son resi protagonisti dei Workshop, divisi in 10 gruppi di lavoro, e introdotti da Don Edoardo Algeri, che ha invitato i convegnisti “misurarsi con il tema della gioia, che è ambizioso e difficile, per cercare di giungere a risposte pastoralmente praticabili; in quanto la gioia non è elitaria, ma è vocazione per tutti”.

Nei 10 laboratori si è dialogato, ci si è confrontati sulla base di quelle che sono le proprie esperienze a livello parrocchiale e diocesano, provando a rispondere anche alla domanda centrale posta in ognuno dei gruppi (che potete vedere sulla locandina del convegno).

Nella mattinata del 1° aprile Claudio e Laura Gentili hanno illustrato le proposte “pastoralmente praticabili”, indicate da don Algeri il giorno precedente, uscite dai diversi gruppi di lavoro. Ve ne proponiamo una sintesi:

  • “Sacerdoti e sposi”:
    Creare spazi e tempi di relazione tra sposi e presbiteri per una modalità sinodale di operatività pastorale;
    Conoscenza reciproca dei due sacramenti (Ordine e Matrimonio: carismi del servizio e della fedeltà) e promozione della maturità umana e affettiva di entrambi;
    Affiancamento delle famiglie alla formazione dei futuri presbiteri.
  • “Verso le nozze”:
    Proporre un cammino esperienziale permanente di discernimento vocazionale sostenuto da un’equipe diocesana di famiglie e consacrati, integrando pastorale familiare, giovanile e vocazionale.
  • “Aprirsi alla vita”:
    Formare sposi che affianchino le coppie nella scelta di aprirsi alla vita o nella dolorosa esperienza dell’infertilità. Tale formazione è da progettarsi in sinergia con i corsi di educazione all’affettività per gli adolescenti e a quelli sui metodi naturali per le coppie.
  • “Educazione e Web”:
    Offrire progetti finalizzati alla valorizzazione dei nuovi media che prevedano un’alleanza tra Pastorale familiare, parrocchie e scuola, per condurre genitori e figli ad una buona “cittadinanza digitale”.
  • “Lavoro e famiglia”:
    Formare una rete di famiglie in vista di una pastorale integrata sui temi e sulla realtà del lavoro come vocazione e come progetto da realizzare con speranza;
    Accompagnamento e aiuto alle famiglie in difficoltà per creare una cultura della gioia della famiglia;
    Osservatorio di coordinamento, studio del contesto e delle possibili strategie pastorali, lavorando insieme con gli uffici parrocchiali/diocesani e con le istituzioni.
  • “Fragilità”:
    Educarsi per educare alla fragilità, attraverso testimonianze vissute con altre famiglie, farsi prossimi, con umiltà e capacità di ascolto, di chi ha bisogno di aiuto, entrando in punta di piedi.
  • “Famiglie ferite”:
    Avvicinare e accogliere chi vive il fallimento del matrimonio, con gruppi di famiglie che contattino e invitino le famiglie che soffrono, per conoscere ed ascoltare, per poter indicare percorsi adatti alle diverse situazioni.
  • “Custodire la casa comune”:
    Formare gruppi di famiglie impegnati nella testimonianza di uno stile di vita e di consumo più cristiano, attraverso la maturazione di una capacità critica dei proprio consumi, e individuando gesti concreti che aiutino a modificare le proprie abitudini come gioiosa testimonianza cristiana.
  • “Matrimoni misti”:
    Accompagnare le coppie che vivono esperienze di fede diverse, aiutandole a discernere, nella consapevolezza della fatica e dell’impegno necessari per crescere e vivere appieno questa realtà, partendo dall’accogliere se stesso e l’altro in un cammino verso il riconoscimento delle differenze.
  • “La profezia dei nonni”:
    Riscoprire e valorizzare la grazia sacramentale di questa fase della vita, caratterizzata dalla ricchezza di doni quali la disponibilità e la saggezza che vanno insieme alla fragilità causata dalla malattia e dalla solitudine, attraverso:
    Riscoperta della coppia nelle relazioni con i propri figli (diventati genitori) e con i nipoti;
    Incontri per riscoprire la fecondità della coppia ed essere accompagnati nella vedovanza;
    Incontri di laboratorio su trasmissione della fede, della memoria, riscoperta delle antiche tradizioni;
    Istituzione di una giornata di festa per i nonni da celebrare magari il 26 luglio “Santi Gioacchino ed Anna”.

Prima dei saluti di Don Paolo Gentili e di Tommaso e Giulia Cioncolini, don Edoardo Algeri ha invitato i presenti a «lasciare da parte “la sindrome del fratello maggiore” (riferendosi alla parabola del figliol prodigo), che è il vero ostacolo per il rinnovamento della Pastorale familiare. Porsi come formatori che portano su di sé il giudizio e la visione manifestata dal figlio maggiore della parabola, dice che non si è mai lavorato veramente su di sé. Chiediamo al Signore di allontanare da noi lo spirito giudicante del figlio maggiore,  e allo stesso tempi di donarci lo Spirito del Figlio che guarda al Padre e vuole convertirsi».

Guarda il servizio di EmmeTv.

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