Per la prima volta apre al pubblico la casa di «Silvia»

Grazie alla conclusione del restauro delle scuderie di Palazzo Leopardi, dal prossimo 16 luglio sarà possibile visitare la casa di Teresa Fattorini, celebre ispiratrice di Giacomo Leopardi   

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In occasione dell’anniversario della nascita di Giacomo Leopardi (29 giugno 1798), i discendenti della Famiglia Leopardi annunciano l’apertura per la prima volta al pubblico della casa di “Silvia”, le antiche scuderie di Palazzo Leopardi dove visse Teresa Fattorini, la “Silvia” del celebre canto, dal prossimo 16 luglio 2017.

«Il restauro di uno degli edifici maggiormente legati alla poetica leopardiana e all’emotività di Giacomo, in un momento di tale fragilità per le Marche – ha dichiarato Olimpia Leopardiè la nostra scommessa sul potere della cultura come motore per la ripresa del territorio. Abbiamo voluto dare un segnale di rinascita perché crediamo che la cultura non debba rimanere sotto le macerie. Lo abbiamo fatto con le nostre forze, ma anche grazie al prezioso contributo di tutti gli amici che hanno deciso di credere in questo progetto».   

Un significativo obiettivo raggiunto dalla famiglia Leopardi, che lo scorso autunno aveva avviato la ristrutturazione dell’edificio fatto costruire da Monaldo Leopardi nel 1796.

Il restauro delle scuderie, oltre alla messa in sicurezza dello stabile e al ripristino del colore originale dei prospetti, ha permesso di recuperare ambienti che amplieranno i percorsi di visita di Casa Leopardi con nuove sale espositive e l’abitazione dove, al tempo del Poeta, viveva Teresa Fattorini, la “tessitora” cantata da Giacomo col nome di “Silvia”.

Un progetto di recupero e valorizzazione importante, fortemente voluto dalla famiglia Leopardi e intrapreso in un periodo di particolare difficoltà per la regione, dovuto ai recenti eventi sismici.

«Non ci siamo fatti abbattere dalla paura del terremoto né dal conseguente calo del turismo – afferma il conte Vanni Leopardi -. Occorre andare avanti e superare al più presto questo momento di depressione per far ripartire le Marche. Ed è guardando al futuro che si ricomincia con volontà e tenacia.»

A scommettere con i conti Leopardi, infatti, sono stati in molti, tanto che per il restauro delle stanze di “Silvia”, tecnici e operai hanno prestato generosamente la loro opera.

Il nuovo percorso, mai aperto al pubblico prima d’ora, per due mesi sarà visitabile gratuitamente per decisione della famiglia e grazie al volontariato dei dipendenti di Casa Leopardi che con nobile slancio si sono resi disponibili a garantirne l’apertura.

La “Casa di Silvia”, sarà anche uno dei punti di raccolta fondi per il progetto Fai di ricostruzione dell’Oratorio della Madonna del Sole, un capolavoro del XVI secolo sito a Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto (AP),  gravemente danneggiato dal terremoto del 24 agosto. «Con il Fai condividiamo l’idea che la dignità e la forza morale di una comunità passano anche attraverso la sua cultura e la sua storia, – continua Olimpia Leopardie siamo felici di aver preso parte a questo progetto, tenendo fede a quel sentimento di solidarietà di cui è capace l’uomo di fronte alle avversità e nel quale il “nostro” Giacomo intravedeva la grandezza degli esseri umani. Siamo certi che i nostri visitatori e tutti coloro che, come noi, credono nel potere della cultura per la crescita del proprio paese, daranno il loro contributo per il recupero dell’Oratorio e per dare un futuro a un pezzo di storia che appartiene a tutti gli italiani

Per la prima volta nella storia di Casa Leopardi i visitatori potranno sperimentare una prospettiva insolita e del tutto inedita. Non più “Silvia” con gli occhi di Giacomo, ma Giacomo con gli occhi di “Silvia”, e dalle finestre della  casa  immagineranno i pensieri di Teresa quando, dalla sua stanza, vedeva Giacomo intento a studiare col tavolino vicino alla finestra.

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