Il fil rouge della quarta edizione del “Meeting dei giornalisti cattolici e non” che si è svolto dal 22 al 25 giugno a Grottammare è stata la frase “Tutto nel mondo è intimamente connesso” tratta dall’enciclica Laudato Sii di Papa Francesco. L’evento nato da un’idea di Simone Incicco, responsabile organizzativo del Meeting e dalla collaborazione tra: la Fisc (Federazione, Italiana, Settimanali Cattolici), Tv2000, Radio InBlu, Agenzia Sir, Avvenire, Ucsi, Ufficio Comunicazione Sociale e Ordine dei Giornalisti delle Marche e le testate giornalistiche locali L’Azione e La vita picena sta diventando negli anni una occasione formativa per ripensare e riattualizzare il lavoro giornalistico. Dopo i saluti istituzionali di rito la prima giornata si è aperta con l’intervento di monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede che ha analizzato l’attuale quadro mediatico, ha delineato la riforma dei media vaticani come un cambiamento di sistema comunicativo. «Un passaggio che si è reso possibile ed urgente proprio perché siamo in un epoca di convergenza digitale che è assunta però non tanto in termini tecnocratici quanto piuttosto sotto il profilo antropologico»

La riforma dei media vaticani è avvenuto in un’epoca di convergenza digitale assunta sotto il profilo antropologico

Nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2013 papa Benedetto XVI scriveva: «l’ambiente digitale non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone» anticipando quello che Papa Francesco sta oggi sviluppando. «Siamo in un momento – ha evidenziato Monsignor Viganò – in cui stiamo ridisegnando delle nuove geografie e come nel Rinascimento al centro c’è l’uomo che ha la sua responsabilità nel governare questa nuova realtà che stiamo costruendo. Quello che noi abbiamo sviluppato molto è la capacità multitasking, la capacità di fare molte cose in contemporanea, che cambia il profilo antropologico, l’accesso al sapere».

La capacità di essere multitasking cambia l’accesso al sapere

«Se lo sguardo prospettivo del quattrocento aveva un punto di fuga attorno al quale comporre lo sguardo, oggi il punto di fuga è moltiplicato tante volte quante sono le dorsali che connettono meridiani e paralleli digitali ridisegnando nuove geografie. – ha sottolineato monsignor Viganò – E, oggi come nel Rinascimento, al centro c’è l’uomo, la sua forza e responsabilità nel governare la realtà». Nell’ascoltare mons. Viganò sembra quasi che riecheggino in sala le parole di Tomàs Maldonado «[la] gestione è il comportamento conoscitivo ed operativo tramite il quale si trasforma l’informazione in azione». Una azione non gridata ma pur sempre viva e partecipe delle sorti dell’uomo di oggi quella dei 200 giornalisti che si sono poi divisi in vari laboratori, un modo per “mischiare le carte”, provare a intessere relazioni e scambi creativi di idee per “nuovi giochi”, nuove fotografie per scenari mutevoli.

Al centro di questo nuovo Rinascimento c’è l’uomo, la sua forza e responsabilità nel governare la realtà

Ambiente e società, un virtuale che è reale dentro una esperienza di vita e di lavoro sono come tanti fili di bisso lavorati da un esperto artigiano. Riescono a trasformarsi in tessuti prezziosissimi e nello stesso tempo quasi impalpabili così è stata la tavola rotonda il “Giornalista Multitasking” moderata da Giovanni Tridente con la presenza di: Massimo Donaddio giornalista de Il Sole 24 Ore, Pier Luca Santoro Project manager Datamediahub, Bruno Mastroianni docente di Media Relations, Pontificia Università della Santa Croce, Francesca Chiusaroli linguista dell’Università di Macerata, Vera Gheno sociolinguista dell’Università di Firenze e Fabio Colagrande giornalista Radio Vaticana. Il mare incontra la terra, una terra lacerata come nel caso di Pescara del Tronto frazione di Arquata polverizzata dal terremoto. La sua attuale morfologia ha il potere evocativo di riportarmi alla mente dei versi di Montale… «meriggiare pallido e assorto» e «una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia».

Durante il Meeting il mare ha incontrato la terra lacerata dal terremoto di Pescara del Tronto

Quei cocci graffiano il mio cuore, la mia impotenza e la mia preghiera si fanno scrittura breve quasi senza respiro nel laboratorio della scuola da poco inaugurata di Arquata.
La scoperta delle bellezze artistiche e culturali di San Benedetto del Tronto e di Grottammare mi fa dire con le parole di Pascoli «C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico» ma come nell’infinito di Leopardi «… è dolce naufragare in questo mare» sopratutto in quel Infinito incontrato tra le persone che in questi giorni mi sono state compagne di viaggio.

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