di Flaviano D’Ercoli*

Ci si riposa cambiando lavoro! Questa convinzione ha spinto don Bosco a promuovere l’attività continua dei suoi ragazzi. L’entusiasmo è il segno di vitalità di un giovane: energia allo stato puro. Terminare l’impegno dello studio e avventurarsi in lunghe dormite a tempo indeterminato è il modo migliore per deprimere “lo spirto guerrier ch’entro [un giovane] rugge”. Ecco perché è importante che dopo la scuola e dopo due giorni (massimo tre nei casi più acuti) di sonno ben curato è bene preparare con i giovani e per i giovani un tragitto di impegno e di coinvolgimento: non casuale, non occasionale, non saltuario o frammentato. Piuttosto una sana avventura di gioco, di vita in comune, di orari scanditi e di appuntamenti da onorare: i ragazzi non sono spaventati da queste “rigidità”; sono, al contrario, indeboliti dall’indefinito.

Da anni, ormai, assisto alla conferma, veritiera sia per i più piccoli (6-10 anni) che per i più grandi (15-18 anni), che l’immersione totale, per un tempo prolungato, in un ambiente costruito per il riposo attivo – cambiando lavoro, appunto – rende i nostri figli sorgente di vita nuova e promuove speranza per i più grandi. Tornano a casa più stanchi nel fisico ma più vivi nel cuore e nella mente. I Gr.Est. e le Estate Ragazzi di tutti gli Oratori sono tanto più efficaci quanto più sono impegnativi, sia per gli Animatori che per gli Animati: a dimostrazione del fatto che non è il lavoro a “stressare” ma l’insignificanza della fatica. Ciascun essere umano è felice di dare la vita per qualcosa che è a servizio  della vita.

Uscire di casa è una conquista quando si esce per crescere! Quanti giovani don Bosco ha lasciato entrare in casa sua perché ne uscissero pronti ad affrontare il mondo. In una società, come quella italiana, in cui i giovani restano in famiglia fino ad esserne soffocati l’estate è un’occasione d’oro per lasciar partire i nostri figli. I famigerati “Campi Scuola” sono il tempo opportuno per alimentare il desiderio di andare, che un giovane può esprimere dalla più tenera età fino alla giovinezza inoltrata. Un viaggio salutare, in cui si parte lasciando la propria casa e da cui si torna sapendo che la nostra casa è, sì, nostra ma è anche piccola, che il mondo è più grande e che il “Campo Scuola” ci abilità a navigare in terre sconosciute ma affascinanti. Né una casa da cui fuggire, quindi, né una casa in cui restare intrappolati: una casa aperta sul mondo. Questo implica la fatica di cui sopra: non l’ozio della fuga (in cui si fugge dalle responsabilità) né l’ozio della chiusura (in cui si evitano i rischi) ma il riposo di un viaggio attivo: in cui si scopre qualcosa di più profondo, dalle proprie paure alle proprie ricchezze.

Quindi, cari adulti, l’Estate può essere letta come una  grande opportunità quando il riposo è attivo e ci prepara ad affrontare il mondo. È, invece, un grande rischio quando l’ozio diventa un’abitudine e ci fa sprofondare nel nostro ombelico. L’Oratorio, con una consolidata continuità, propone con fedeltà esperienze piene di rischi e piene di vita: l’ideale per ogni giovinezza. Buona Estate!

*Direttore dell’Oratorio salesiano di Macerata

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