Una misura per sostenere il reddito familiare e che contemporaneamente agisca sull’occupazione e la rimozione degli ostacoli, anche di tipo sociale, che impediscono l’ingresso o il ritorno al mondo del lavoro. È la proposta di legge sul “Sostegno all’inserimento lavorativo e interventi per l’occupabilità (Sil)” presentata dai gruppi consiliari di maggioranza, Pd, Popolari Marche-Udc e Uniti per le Marche. Una proposta nata dall’analisi del contesto nazionale e regionale che vede, anche nelle Marche, un aumento del numero di disoccupati – pari a 73.526 nel 2016, 4.491 in più rispetto all’anno precedente – nonché della povertà che si concentra sempre più nelle fasce più giovani della popolazione.

In questo quadro, considerando anche le misure di sostegno all’occupazione ed al reddito introdotte dal Governo – ieri la conversione del primo decreto per il Rei (Reddito di inclusione), i gruppi di maggioranza hanno ritenuto, per quanto di competenza regionale, doveroso elaborare una risposta al perdurare della crisi economica che possa unire al sostegno economico alle famiglie in difficoltà politiche attive volte alla ricerca di lavoro quale strumento principale di lotta alla povertà.

Sedici gli articoli del testo di legge. A chi si rivolgono gli interventi e quali le misure introdotte dal Sil? Il destinatario degli interventi della pdl è la famiglia, anche unipersonale, in cui sia presente almeno un componente disoccupato, residente in regione, di età compresa tra i 30 ed i 54 anni con un Isee non superiore ai 6 mila euro e che non percepisca già la Naspi o l’assegno di disoccupazione. La domanda di accesso alle misure deve essere fatta nei Ciof territoriali nei quali sarà operativo uno sportello Sil. Il contributo che sarà erogato sarà pari alla differenza tra la soglia di accesso dei 6 mila euro Isee e l’Isee effettivo della famiglia. Con un esempio: se l’Isee del nucleo familiare è pari a 4 mila euro, il contributo sarà di 2 mila euro, per un periodo massimo di 12 mesi.

Non solo sostegno al reddito, come si diceva, ma misure attive per l’occupabilità. Duplice in questo caso il percorso avviato dalla proposta Sil. Nel caso di difficoltà legate esclusivamente alla ricerca di lavoro, il Ciof prenderà in consegna il caso, dando seguito ad un percorso pratico-formativo di inserimento al lavoro, mediante azioni tese a valorizzare le professionalità e le competenze della persona disoccupata del nucleo familiare. Nel caso, invece, siano presenti problemi di natura sociale, ad intervenire sarà il competente ambito sociale che avvierà un percorso di superamento del disagio e di conseguente accompagnamento nel mondo del lavoro. La legge sarà finanziata per il 2018 con un fondo di 5 milioni mediante impiego delle risorse europee Por Fse 2014/2020 ed abroga l’articolo 21 della legge sulle Norme regionali per l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro.

«Si tratta di una proposta di legge che, in linea con le scelte fatte a livello nazionale, dà risposte serie in tema di sostegno al reddito non in chiave assistenziale, ma condizionato alla ricerca di lavoro e che agisce, dunque, alla radice delle cause che generano difficoltà economichele parole del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Gianluca Busilacchi –. Uno strumento concreto di contrasto alla povertà che rende la Regione Marche protagonista a livello nazionale, perché complementare alle disposizioni del Rei, che pone criteri di accesso al contributo più stringenti sia in termini di età, sia alla composizione del nucleo familiare, ad esempio la presenza di figli minori o disabili o la donna in gravidanza». Punta l’attenzione sull’efficacia che avrà la legge il presidente del Gruppo consiliare Popolari Marche-Udc, Luca Marconi. «Rispetto ai tanti rivoli presenti ad oggi in tema di sostegno al reddito, alla famiglia ed al lavoro, la proposta di legge introduce un criterio unitario e concentra le risorse su un unico obiettivo che è l’unico che consente alla famiglia di avere un sostegno vero, ovvero il lavoro. Altro aspetto fondamentale aggiunge è proprio il soggetto da sostenere a cui la proposta si rivolge, ovvero l’intero nucleo familiare».

«Questa proposta di leggesottolinea il capogruppo Uniti per le Marche, Boris Rapaè una risposta concreta al difficile periodo che sta attraversando il Paese e la nostra regione. Il lavoro deve essere uno degli obiettivi prioritari da tutelare, per dare una prospettiva ai non occupati con particolare riferimento al mondo dei giovani».

Una proposta di legge che prevede specifiche dotazioni di bilancio che verranno individuate dall’assessore alle Finanze Fabrizio Cesetti che ha commentato: «Mi sento impegnato e responsabile, consapevole che le politiche di bilancio dovranno riguardare anche questa misura che non è solo assistenziale, ma crea opportunità di lavoro. Siamo convinti che attorno al lavoro, prima ancora che intorno al reddito, si dispieghino i diritti fondamentali della famiglia e della nostra Costituzione».

L’assessore al Lavoro, Loretta Bravi, ha rimarcato la capacità della proposta di legge di integrare il lavoro tra i vari assessorati che sono impegnati a rispondere al fabbisogno dei cittadini. «La proposta, unendo misure attive e passive, consente di riordinare ed avere una visione completa delle politiche messe in atto dalla Regione per ridurre le fasce di povertà, evitando che si verifichino interventi doppi o che sfuggano alcuni casi. Fondamentale l’opera di accompagnamento che la proposta introduce che crea una prospettiva di inclusione lavorativa».

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