Maturità per gli studenti con disturbi dell’apprendimento

Il Miur riconosce per i ragazzi con Dsa tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove, dispostivi compensativi in forma digitale e un professore di sostegno per aiutare a leggere i materiali d’esame

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È iniziato questa mattina, con la prima prova, l’Esame di Stato 2017, il penultimo prima che entri in vigore, nel 2019, la nuova versione prevista dalla Buona Scuola. Sono circa 505.263 i maturandi italiani che in questi giorni sono alle prese con la tipica ansia da esame, stress, notti insonni passate a ripassare le diverse materie, pensando a quali potrebbero essere i possibili autori del temutissimo tema e le eventuali domande oggetto della terza prova scritta. Stando all’ordinanza ministeriale 257/2017, il Ministero dell’Istruzione ha previsto istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato anche per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa).

In Italia, si stima che siano circa 187.000 i ragazzi affetti, a vario livello, da dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, ovvero disturbi che vengono individuati in età scolare e che si caratterizzano per una serie di difficoltà nell’acquisizione e utilizzo della lettura, della scrittura e del calcolo. Nel provvedimento del ministero dell’Istruzione si legge che per aiutare a sostenere la maturità anche ai ragazzi con Dsa la commissione dovrà tenere in considerazione «Le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento, in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.»

Per gli studenti con questa particolare condizione, le difficoltà che incontrano non sono solo di tipo sociale ma anche di tipo educativo. Per questo, il Miur ha stabilito che durante l’esame i ragazzi con Dsa potranno servirsi di quegli strumenti compensativi, inclusi anche software informatici, o dispense (mappe / tabelle/ formulari) previste dal loro Piano Didattico Personalizzato (Pdp) di cui si sono serviti nel corso di tutto l’anno scolastico.

Tra le agevolazione concesse ai Dsa, affinché sostengano nel miglior modo possibile le prove scritte e orali, ci sono la possibilità di utilizzare dispositivi per l’ascolto dei testi della prova, registrati in formati “mp3”; sostegno da parte di un professore della commissione che legga al candidato i testi delle prove scritte; trascrizione del testo su supporto informatico, fino ad arrivare all’opportunità di prevedere tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove scritte e di adottare particolare criteri valutativi che tengano conto del contenuto della prova e non della forma.

«Per gli studenti con disturbi dell’apprendimento, servirsi degli ausili, cartacei o digitali, per conseguire la maturità al pari di tutti i loro colleghi, è indispensabile. I ragazzi infatti, durante tutto il loro percorso scolastico hanno seguito dei particolari percorsi didattici pensati per loro. Come previsto dall’art. 23 della recente Ordinanza Ministeriale, il loro piano didattico personalizzato prevede misure compensative e dispensative che gli facilitano lo studio e la comprensione delle diverse materie» dichiara Sandro Elisei, direttore sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi, Centro accreditato dalla Regione Umbria per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa).

«È giusto – conclude il direttore sanitario Sandro Elisei -, in occasione di uno dei momenti fondamentali nella carriera scolastica di uno studente, quale l’esame di maturità, che sia data la possibilità di avvalersi dei loro usuali strumenti, altrimenti sarebbe come se uno studente sostenesse l’esame di latino o greco senza avere a disposizione il vocabolario! Incontrerebbe, indubbiamente, delle difficoltà. Per i maturandi con Dsa vale la stesso discorso».

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