Legittima difesa: analisi e riflessioni dall’associazione «Insieme in sicurezza»

Dopo il saluto introduttivo del Presidente dell’Associazione Romeo Renis, si è assistito ad una coinvolgente testimonianza di Stefano Terrucidoro, il consulente aziendale di Recanati che la sera di Natale del 2011 ha ucciso il rapinatore, che con un complice, aveva assalito la sua casa in campagna

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Si è svolta il 12 giugno, presso la Camera di Commercio di Macerata, l’interessante convegno sulla legittima difesa organizzato dall’Associazione “Insieme in sicurezza” una Onlus che promuove la mutualità di vicinato, come antidoto al perversare della criminalità e comunque come tentativo di rendere i cittadini uniti e solidali, per superare le paure che affliggono la nostra società. Dopo il saluto introduttivo del Presidente dell’Associazione Romeo Renis, si è assistito ad una coinvolgente testimonianza di Stefano Terrucidoro, il consulente aziendale di Recanati che la sera di Natale del 2011 ha ucciso il rapinatore, che con un complice, aveva assalito la sua casa in campagna, rubato dalla casa principale ogni cosa, per poi dirigersi nella dependance ove si trovavano lui e la moglie, e dove sta per rientrare il figlio diciassettenne.

Terrucidoro ha raccontato le concitate fasi dell’aggressione durata oltre un’ora e il suo stato di angoscia nel vedere il giovane da lui colpito, agonizzante, in attesa che arrivassero l’ambulanza e le Forze dell’Ordine, in ritardo per la difficoltà di trovare la casa in campagna. La testimonianza di Terrucidoro è stata improntata sul fastidio che provava allorquando amici e conoscenti lo indicavano quale eroe, ha raccontato di quante lettere ha strappato perché non sopportava leggere che c’era chi godeva per quell’epilogo e le conseguenze: il dover abbandonare la casa in campagna, un suo sogno viverci, riconquistato solo da qualche anno; l’abbandono dell’attività professionale all’estero, per il timore di lasciare la moglie da sola; le paure che gli impediscono di uscire tranquillamente fuori casa di sera, anche solo per buttare il sacchetto dell’immondiazia.

Terrucidoro ha messo fuori gioco tutte quelle teorie che predicano la necessità di armare tutti, di ampliare enormemente la casistica della legittima difesa, di far diventare il nostro Paese un far west, di rispondere all’emozioni per episodi che colpiscono “la pancia”, con provvedimenti non avveduti. Il sindaco di Cingoli, già Senatore della Repubblica, Filippo Saltamartini ha portato un contributo di grande importanza, sottolineando la fondatezza e puntualità del codice Rocco nel regolare le ipotesi, nonché l’ampliamento già in vigore nell’ipotesi che qualcuno sia trovato all’interno della propria abitazione. Saltamartini ha invitato i presenti ad riflessione sullo stato psichico che vive chi si trova un ladro in casa e ha raccontato di un caso personale avvenuto la notte di Capodanno di qualche anno fa, allorquando il figlio, solo in casa, si è trovato a fronteggiare 4 banditi che volevano assalire casa sua.

Il Procuratore Giorgio ha offerto una esaustiva disamina della legislazione vigente, auspicando che i cittadini facciano ricorso alle armi solo come estrema ratio, lasciando alle Forze dell’Ordine il compito di salvaguardare l’incolumità pubblica e anch’egli ha raccontato di essere rimasto a Bari vittima di una rapina mentre stava rientrando a casa con la moglie
Il convegno ha registrato la presenza quale moderatore il giornalista della Rai, Giancarlo Trapanese, che con lo stile di grande professionista ha diretto il dibattito favorendo la comprensione dei diversi aspetti di un istituto giuridico complesso e delicato.

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