Pubblichiamo la seguente nota stampa del sindaco di Montelupone, Rolando Pecora:

Ho parlato pochi giorni orsono con il Sindaco di Visso. Dovevo comunicargli una iniziativa di un gruppo di studenti fiorentini che stanno organizzando delle attività per raccogliere fondi per la ricostruzione (bravi questi giovani). Oltre all’amicizia e alla condivisione di una visione politica, mi sento a lui vicino per la mia grande passione, il mio amore viscerale per i nostri Sibillini.

Credo nella nostra appartenenza a questa meravigliosa terra nella quale i nostri monti rappresentano il nerbo, la colonna vertebrale: non si cammina eretti senza di questa.
Perciò condivido con il mio collega e amico Giuliano Pazzaglini il dolore e la speranza per tutta la nostra terra così provata. Noi quaggiù, vicino al mare, non viviamo la distruzione, l’abbandono, ma pure dobbiamo affrontare non pochi problemi e non piccoli. Non voglio però annoiarvi con resoconti che dovrebbero essere ben noti a tutti.

Devo tuttavia condividere le informazioni perché possiamo, tutti, mantenerci protagonisti del nostro cammino. Dopo aver messo in sicurezza tutte le strutture lesionate dal terremoto  e aver restituito a una vita dignitosa le tante famiglie colpite dal terremoto, abbiamo dovuto affrontare un problema che noi di Montelupone siamo abituati a fronteggiare:
la frana, il dissesto idrogeologico. La storia è a tutti nota, anche se temo che generazioni di giovani la ignorino: anche per questo devo parlarne.

Il nostro Paese è risorto ed è oggi bello perché negli ultimi trent’anni sono state realizzate importanti opere nel sottosuolo per annullare gli effetti di un antichissimo movimento franoso. Queste opere sono state interessate dal terremoto che, con la sua azione distruttrice, ne ha minato seriamente l’efficacia. Nel marasma del post terremoto vaglielo tu a spiegare ai commissari, presidenti, direttori, assessori, sovrintendenti, architetti, ingegneri, geologi ecc. ecc. che noi abbiamo questo problema. A ognuno devi rispiegare che cosa è la frana di Montelupone; e dopo che ne hanno percepito i termini devi spiegare cosa c’entra il terremoto con la frana. Poi devi convincerli che è necessario un intervento anche per questo, seppure in mezzo a migliaia di altri interventi urgenti. Provaci tu a spiegarglielo!

Non volendo annoiarvi, arrivo quasi alla fine: è stato riconosciuto il nesso di causalità tra il terremoto e la frana. Da questo fondamentale passaggio derivano due inevitabili conseguenze: la prima, propria della fase emergenziale: è stata riconosciuta la necessità di un intervento di somma urgenza sia sul sistema drenante che sul sistema di monitoraggio; la seconda, propria della fase della ricostruzione: il nesso di causalità è il presupposto per autorizzare finanziamenti.

Oltre alla frana c’è il problema scuole: un’intera Scuola materna chiusa. È dell’altro giorno il Decreto che autorizza il finanziamento di 1 milione di euro a Montelupone per la ricostruzione di questa nostra scuola. Avrete visto dalla stampa quanti Comuni fuori cratere hanno goduto di analogo beneficio. Con questo intervento tutte le scuole del nostro Comune saranno sicure per i nostri figli. Da ultimo, solo per ora, perché la lista sarebbe molto lunga, il problema Chiese. Le disposizioni Regionali e Nazionali prevedono la priorità per edifici pubblici e scuole, non per le chiese. Ciò nonostante, vista la nostra particolare criticità, ho incontrato il nostro Vescovo (Nazzareno Marconi, ndr) e, insieme, abbiamo sottoscritto una richiesta formale nella quale si conviene sulla necessità di un’attenzione particolare alla nostra situazione.

Oltre a questo, considerato il clima che sulla ricostruzione stiamo vivendo, mi sono comportato da buon marchigiano: se le Istituzioni latitano il marchigiano non si arrende. Così posso assicurarvi che in qualche maniera, anche facendo i salti mortali, mi impegno a riaprire la chiesa di San Francesco prima possibile… e ci metto la mia faccia… e ci troverete anche gli antichi confessionali restaurati mirabilmente… e magari, questa volta, l’inaugurazione la farà chi della riapertura è l’artefice. Penso che tanto basti per dare l’idea della complessità del momento.

E a tutto questo si aggiungano: il problema delle strade abbandonate da decenni, la conclusione obbligatoria del contratto con la ditta Arcalgas, il dovere urgente di creare qualcosa che mai c’è stato prima per i nostri anziani, la necessità di dare nuove risposte ai nostri giovani (progetti scolastici, sport, tempo pieno), il futuro dell’acqua/bene pubblico.

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