Giuseppe Pezzanesi, rieletto Sindaco di Tolentino al primo turno con un consenso del 58,70%, non basa esclusivamente e principalmente su questi dati numerici schiaccianti (che vedono i due oppositori fermi al 18,77%, Corvatta PD, e 15,62 %, Mercorelli M5S) il suo incontro con la stampa (per i risultati: clicca qui).

Certamente ne è contento e ne riconosce i meriti derivanti dai 5 anni passati di amministrazione: un pò a se stesso, anche proprio per la durezza che gli è stata rimproverata ma che è significata «capacità di prendere decisioni» e per l’aver scelto un bel gruppo concedendo ad ognuno spazio, motivazione e responsabilità e dando l’occasione di una grande crescita politica ed umana. Sono i presenti a riconoscerglielo, da Orietta Leonori, che pure non si è ricandidata, ad Alessandro Massi, a Francesco Colosi, con il successo di oltre 350 preferenze ognuno, a Silvia Luconi, già assessore al Bilancio, che riceve un successo unico con 771 voti personali. Ovviamente avranno il loro spazio anche nella nuova amministrazione, perché Pezzanesi crede ad un “criterio meritocratico” e che gli assessori vadano proprio individuati in chi di più si è impegnato ed ha dato il suo apporto (contrariamente a chi si fa vanto di trovarli fuori dai candidati in lista). Successo come riconoscimento del lavoro dei cinque anni, non solo degli amministratori, ma di tutti i collaboratori, dipendenti dei vari uffici, fino alla stampa, che non sempre è stata tenera (spesso ricambiata). Va bene. Cose che si devono dire in queste circostanze. Però c’è qualche passaggio che rivela una diversità di affronto. «Guai a far diventare questo un giorno di umiliazione per gli altri partiti – dice con sincerità Pezzanesi – Ognuno farà la sua riflessione sul risultato ottenuto». E fa un appello, non rivolto solo a Tolentino ma a tutta la politica italiana, per camminare insieme. «L’Italia ha bisogno di serenità» dice. «La gente riconosce quando si ha un progetto ed in esso si mette testa, cuore e gambe». La scarsa affluenza (60,40%, con un calo dell’8% a Tolentino, altrove anche di più) alle urne non ha cause ed origini solo locali. «Segno che viene meno la passione politica. I partiti dovrebbero essere meno rissosi e più propositivi. Vengano a vedere le piccole città, come si lavora, anche nella nostra Tolentino e forse capirebbero molto di più della realtà…».

Pezzanesi pone lo sguardo sui progetti per i prossimi cinque anni, assicurando la stessa linea di attenzione degli anni precedenti alle opere pubbliche, al sociale, alla famiglia, alla scuola: tra i più rilevanti ci sono le scuole da ricostruire, il teatro Vaccaj da riaprire, il Ponte dell’Addolorata («ho invitato i tecnici a rivedere il progetto, perché deve essere bello, da colpire chi viene a Tolentino»), lo sbancamento del Lago delle Grazie, la valorizzazione delle Terme Santa Lucia con l’acquisizione dell’Hotel Marche (ceduto dalla Regione) con un grande progetto ultramilionario: «Non è un  progetto visionario. Ma il pessimismo non porta niente di buono. Perché impedirsi di sognare, se ai sogni si danno energie e creatività per realizzarli?».

Un altro punto va infine detto, anche perché Pezzanesi lo introduce proprio chiedendo alla stampa di riferirlo. Il ringraziamento alle comunità di altre etnie e provenienze presenti a Tolentino. «Non ho mai voluto fare la Consulta degli immigrati perché sarebbe stato sancire una diversità di trattamento, una riserva. Mentre invece sono parte integrante della città. Con gli stessi diritti e doveri, con la condivisione del fine ultimo che è il bene comune. Nel rispetto reciproco, la diversità ci arricchisce». Ed invita a vedere i fatti, a consultare i dati dei servizi sociali per verificare che «non abbiamo dato privilegi, né fatte esclusioni». Lui non lo dice, ma viene da considerare che su questo punto la politica non la fanno alcuni partiti alleati che sembrano più intransigenti e che per questo suscitano perplessità in parte dell’elettorato moderato che sostiene Pezzanesi.

Cinque anni fa assicurò che sarebbe stata l’Amministrazione del fare. Ora Pezzanesi rilancia, ma apre anche alla collaborazione e condivisione (riprendendo il dialogo aperto nell’emergenza terremoto e nell’indicazione del luogo per l’Ospedale unico: «qui sono pessimista: noi abbiamo la proposta migliore da ogni punto di vista, ma la politica guarderà ad altro…»), assicura attenzione ai tanti giovani che si sono accostati all’impegno politico nelle varie liste («vi seguirò e sosterrò anche passati questi cinque anni») e lascia intravvedere che gli farebbe piacere portare anche più in altro questo tipo di approccio alla politica.

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