Il 21 maggio a Tolentino si è celebrato il 90° anno di fondazione della sottosezione Unitalsi di Macerata, la cui sede è stata dichiarata inagibile a seguito del terremoto che ha colpito la città. Con questo appuntamento è stato celebrato un momento di gioia per ricordare 90 anni ricchi di storia scritta da tutte le persone che sono salite sui treni o hanno in qualche modo incrociato la strada dell’Associazione.

L’evento si è svolto nella Parrocchia dello Spirito Santo (una delle due Chiese rimaste agibili) con il saluto di benvenuto da parte del presidente Corrado Pinciaroli che ha ringraziato quanti hanno partecipato, facendo memoria di quanti non sono più con noi e congratulandosi con quanti hanno maturato tanti anni al servizio dell’associazione con dedizione ed amore caritatevole.

All’incontro sono intervenuti il presidente regionale Giuseppe Pierantozzi che ha augurato a tutti di festeggiare ancora altri 90 anni ed il presidente nazionale Antonio Diella che ha sottolineato come la vita va sempre difesa anche quando si vive nella sofferenza, perché sempre vale la pena e nessuna è da buttare: «Siamo nelle mani di Dio e lo spirito unitalsiano è proprio stare vicino agli invisibili, a quelli scomparsi agli occhi del mondo. La nostra vita è comunicare la gioia nei pellegrinaggi e nella quotidianità di tutti i giorni».

Di seguito ha preso la parola don Decio Cipolloni, presentando la storia di Luigino Rocchi, dichiarato venerabile da papa Francesco; inoltre il sacerdote ha spronato a seguire il suo esempio di persona disabile, ma innamorata di Dio e di Maria. Successivamente ha posto l’accento su una frase di Luigino che dice: «Per asciugare le nostre lacrime dobbiamo asciugare quelle degli altri».

Dopo il saluto dell’assistente spirituale, padre Francesco Menichetti e dell’Assessore Fausto Pezzanesi, il vescovo Nazzareno Marconi ha detto che «il servizio unitalsiano dentro la Chiesa ha un significato molto importante perché Gesù, soffrendo e morendo sulla croce, ha dato un senso alla sua sofferenza e a quella del ladrone, anche se meritata».

L’Unitalsi può portare speranza e sostegno a chi soffre facendosi prossimo e dando valore e significato alla sofferenza: non si può dire “meglio morire che vivere”. I festeggiamenti sono stati chiusi da una frase di santa madre Teresa: «Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande Amore».

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