Il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, a mezzogiorno di sabato 3 giugno presiederà nel monastero di San Silvestro abate di Fabriano la concelebrazione eucaristica che chiuderà i lavori di un convegno internazionale di tre giorni (da giovedì 1° a sabato 3 giugno) a ricordo del 750° della morte di San Silvestro. Il convegno, significativamente intitolato “San Silvestro: attualità di un carisma”, è organizzato dalla Curia generalizia della congregazione silvestrina sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica. Nel corso dei tre giorni sono previste relazioni di studiosi italiani, americani, australiani, austriaci, indiani. Tra i relatori più noti Enzo Bianchi, fondatore del monastero di Bose e il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Durante i lavori, aperti a tutti, sono previste traduzioni simultanei in inglese e in italiano.

Nel corso dei tre giorni sono previste relazioni di studiosi italiani, americani, australiani, austriaci, indiani

Tutti i lavori del convegno, che si apriranno giovedì alle ore 10, si svolgeranno nel monastero che si trova a circa sette chilometri da Fabriano e che Silvestro fondò dopo aver lasciato la sua Osimo per dedicarsi alla vita solitaria e contemplativa. Aveva già cinquanta anni e non condivideva il lassismo che era presente nella Chiesa del tempo e che contrastava con quanto aveva perseguito con determinazione tanto da entrare in forte conflitto con il padre che lo voleva laureato in giurisprudenza. Lui, invece, forte della sua vocazione anziché seguire a Bologna e Padova i corsi di giurisprudenza si era iscritto alla facoltà di teologia.

Il programma (1)
Il programma (2)

Lasciata Osimo, dove era nato nel 1177, Silvestro Guzzolini si ritirò a Grottafucile, impervia località situata al di sopra della Gola della Rossa scavata dal fiume Esino e vicina alla Gola di Frasassi dove si trovano le celebri grotte. Ben presto venne raggiunto da diversi uomini, giovani e meno, che sentivano forte il desiderio di rinnovare lo spirito di semplicità e povertà. Il sempre crescente numero di coloro che volevano vivere con Silvestro lo costrinse a trovare un’altra località dove poter costruire un monastero più grande. Grazie ad una donazione poté realizzare nel 1231 sul monte Fano il primo nucleo di quello che è oggi un monastero di notevoli dimensioni e dal quale, a cominciare dallo stesso fondatore, si sono irradiati i monaci realizzando molte strutture sia in Italia che in vari paesi del mondo: dagli Stati Uniti all’Australia, dallo Sri Lanka all’India, dalle Filippine al Congo.

Nel 1231, sul monte Fano, Silvestro realizzò il primo nucleo del monastero

Silvestro abbracciò da subito la regola di San Benedetto, ne riformò alcune indicazioni, promosse la realizzazione di monasteri anche femminili, tanto che alla sua morte i monasteri erano già dodici con oltre centoventi monaci. La sua santità fu riconosciuta da papa Paolo V nel 1617 che nella apposita bolla lo definì “insigne per virtù e miracoli e beneficato dallo straordinario ed inaudito privilegio di ricevere la comunione dalle mani della Madre di Dio”. Da allora l’immagine del Santo fa riferimento a questo miracolo. Quest’anno, quindi, oltre i 750 anni dalla morte si ricordano anche i 400 dal riconoscimento della sua santità.

Nel 2017, oltre ai 750 anni dalla morte di Silvestro si ricordano anche i 400 dal riconoscimento della santità

Alla Messa che concluderà i lavori del convegno di studi, concelebreranno con il cardinale Parolin anche l’arcivescovo di Ancona, cardinale Edoardo Menichelli, il vescovo di Fabriano-Matelica mons. Stefano Russo, l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche mons. Francesco Brugnaro, il vescovo emerito mons. Giancarlo Vecerrica.

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