Padre Antonio Salvi

Laureatosi in lettere classiche all’università di Macerata nel 1973, dopo aver già conseguito quella in teologia all’università urbaniana di Roma, padre Antonio Salvi, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è stato dal 2007 capo ufficio “Latinisti” presso la segreteria vaticana. Si deve a lui l’iniziativa di pubblicare i tweet del Papa anche in latino dopo che, nel 2012, Benedetto XVI aveva deciso di essere presente sui social network.

Originario di Acquasanta Terme, dove è nato nel 1940, padre Salvi è stato insignito del premio “Marchigiano dell’anno” dal centro studi Marche Giuseppe Giunchi di Roma, di cui dallo scorso gennaio è presidente il professor Massimo Ciambotti, pro-rettore dell’università di Urbino. Si tratta di un riconoscimento che annualmente viene conferito nella capitale a personalità marchigiane distintesi nel campo della cultura, delle arti, dell’imprenditoria, del sociale e dello sport.

Autore di numerosi articoli di storia medievale e di scritti latini per la rivista Latinitas, padre Salvi ha pubblicato diversi libri dedicati allo studio delle iscrizioni medievali nella regione Marche, in particolare di quelle presenti nel territorio ascolano ed attualmente è impegnato nella preparazione di un volume sulle iscrizioni medievali nel territorio fermano. In collaborazione con padre Giuseppe Avarucci, si è occupato anche dello studio delle iscrizioni medievali di Cingoli e di Osimo.

È entrato presso la segreteria di stato vaticana (ufficio lettere latine) nel 1985, diventandone capo ufficio nel 2007.

A lui il premio Marchigiano dell’anno è stato assegnato «per l’impegno a sostegno dell’uso del latino anche al di fuori dell’ambito ecclesiale e per il suo prezioso contributo alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio storico-culturale marchigiano».

La cerimonia di premiazione – presentata dalla giornalista tolentinate Barbara Olmai, con l’attore Simone Pieroni, che ha letto i curricula dei premiati – si è svolta a Roma nella prestigiosa sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede degli uffici del Senato della Repubblica, alla presenta di un folto pubblico in gran parte giunto dalle Marche.

Oltre a padre Salvi, i premi “Marchigiano dell’anno” sono stati conferiti nel corso della stessa cerimonia a quattro maceratesi: Cleto Sagripanti per l’imprenditoria, Giampiero Dolci per la medicina, Mario Pianesi per la sostenibilità alimentare ed ambientale, Fabrizio Castori per lo sport. Premiati inoltre: Luigi Teodosi, pittore di Jesi, Vincenzo Grisostomi Travagliani, regista e musicologo di Ripatransone, lo jesino Italo De Curtis, già vice segretario generale amministrativo del Quirinale, Luigi Lardini, imprenditore di Filottrano. Il premio “Marchigiano ad honorem” (17ª edizione) è stato assegnato a Salvatore Giordano, attuale direttore della Confindustria di Pesaro, mentre a Francesco Formiconi, nativo di Filottrano, ma recanatese d’adozione (nella città di Leopardi è vissuto sin da bambino) è stato conferito il premio (3ª edizione) di “Marchigiano nel mondo”. Formiconi, che vive da diversi anni a Tokyo, dove dal 2010 al 2013 è stato presidente delle Camera di commercio italiana in Giappone, attualmente è vice presidente della Japan Europe Trading. A lui è stato consegnato il riconoscimentoper il ruolo fondamentale svolto nel favorire l’apertura del mercato nipponico ai prodotti delle aziende marchigiane.

Tutti i premi sono stati consegnati dal presidente del Ce.S.Ma., Ciambotti, e da altre personalità intervenute, tra le quali l’ambasciatore Giorgio Girelli e il generale Giorgio Cancellieri, già vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e attuale consigliere della Corte dei Conti. Girelli e Cancellieri, entrambi marchigiani (il primo di Pesaro, il secondo di Pieve Torina) sono anche componenti del comitato direttivo del premio di cui fanno parte i presidenti emeriti del Centro studi e la direttrice del Ce.S.Ma, Pina Gentili.

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