Il canto durante l’incensazione

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«L’incensazione esprime riverenza e preghiera, come è indicato nella sacra Scrittura (Cf. Sal 140, 2; Ap 8, 3).
L’uso dell’incenso in qualsiasi forma di Messa è facoltativo:
a) durante la processione d’ingresso;
b) all’inizio della Messa, per incensare la croce e l’altare;
c) alla processione e alla proclamazione del Vangelo;
d) quando sono stati posti sull’altare il pane e il calice, per incensare le offerte, la croce e l’altare, il sacerdote e il popolo;
e) alla presentazione dell’ostia e del calice dopo la consacrazione.» (n.276 Ordinamento Generale del Messale Romano)

Oltre a quanto riportato, l’incensazione è prevista anche in altri riti previsti dai diversi libri liturgici

“a) nella dedicazione della chiesa e dell’altare;
b) nella confezione del sacro crisma, quando vengono portati gli oli benedetti;
c) nella esposizione del ss. Sacramento con l’ostensorio;
d) nelle esequie dei defunti.” (87. Cerimoniale episcoporum)

Durante il rito dell’incensazione, viene bruciato l’incenso (il termine deriva dal latino incensus, participio passato di incendĕre che significa «accendere»), una gommoresina ottenuta da particolari piante dalle quali sgorga un lattice che all’aria solidifica rapidamente.

Può capitare che durante il canto di ingresso o durante l’offertorio, se non opportunamente concordato, mentre il celebrante sta incensando, il coro termini il canto e l’unico accompagnamento è costituito dal rumore delle catenelle del turibolo. Fin quando l’incensazione non è terminata, il rito di per sé non è concluso, quindi occorre proseguire con il canto o almeno sostenendo con il suono dell’organo. Anche se può sembrare strano, l’esito è identico ai casi in cui la lunghezza dell’intervento in canto prosegua oltre il rito, cioè quando esso è concluso e il celebrante è costretto ad aspettare che il coro o l’organista concluda il proprio intervento. Il rispetto dei ritmi liturgici ha grande importanza perché permette di fruire pienamente delle celebrazioni oltre ad essere una questione di “galateo liturgico”.

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Sono nato nel 1970. Oltre agli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica "G.Rossini" di Pesaro e alla laurea in ingegneria, ho conseguito i diplomi al Co.Per.Li.M. e al corso biennale "Giovanni Maria Rossi" per direttore di coro liturgico della Conferenza Episcopale Italiana. Collaboro con la Sezione Musica per la Liturgia dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana. Sono docente dei corsi di Musica Liturgica On Line e del COPERLIM. Sono vicedirettore dell'Ufficio Liturgico della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Dal 1993 sono maestro direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata.