Un momento della serata

«È Lei, Maria, che ha fatto tutto».
È sulla certezza di questa frase di Don Bosco, pronunciata al tramonto della sua vita, che la Famiglia salesiana, il 24 Maggio di ogni anno, vive con gioia la Solennità di Maria Ausiliatrice.

Proprio con questo appellativo il Padre, Maestro e Amico dei giovani amava definire Colei che lo aveva accompagnato con materna bontà lungo tutta la sua vita.

Il titolo, quello di “Maria, aiuto dei Cristiani”, è nato dopo la battaglia di Lepanto nel 1571, mentre la festa liturgica è stata fissata successivamente nel 1815 da Papa Pio VII.

Un momento della serata

Nella Celebrazione Eucaristica presso i saloni della Casa salesiana di Macerata, il direttore don Flaviano (concelebranti anche tutti gli altri Salesiani della Comunità) ha sottolineato due caratteristiche fondamentali di Maria: fortezza e umiltà. Meglio ancora: forte perché umile, perché ha saputo ascoltare.
«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,28).

Citando sant’Agostino, don Flaviano ha ricordato: «Maria fu più grande per aver accolto dapprima la Parola nel cuore e poi averla accolta nel grembo».

Dopo la Santa Messa, la festa è continuata con una cena semplice, condivisa tra i tanti “figli di Don Bosco” che quotidianamente prestano servizio nell’Opera maceratese.

Alle 21 il Rosario animato in cortile ha concluso questa bella festa, facendoci sentire tutti protetti sotto il manto premuroso e materno di Maria.

“O Maria, Vergine potente,
Tu grande presidio della Chiesa;
o Maria, aiuto dei cristiani!
Tu terribile esercito schierato;
Tu doni il Sole che vince ogni tenebra;
Tu nelle angosce e lotte della vita;
Tu nei pericoli difendici dal nemico.
Tu nell’ora della morte
accogli l’anima in Paradiso.”
(Preghiera di San Giovanni Bosco)

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