Dialogo sulla fede: a tu per tu con Erri De Luca

L'intervista a margine dell'incontro del 6 maggio al Teatro Lauro Rossi di Macerata all'interno della rassegna "Macerata-Racconta"

0
305

Al Teatro Lauro Rossi, lo scrittore Erri De Luca, intervenuto la sera di sabato 6 maggio nel corso della rassegna “Macerata-Racconta”, ha raccontato la sua esperienza “oltre il limite”, tema della manifestazione. De Luca ha parlato del “limite fisico”, del suo tempo libero e si è riferito anche all’esistenza di Cristo, includendolo, tuttavia, nel Vecchio Testamento. Lo abbiamo intervistato per Emmausonline al termine dell’iniziativa.

Erri De Luca, per lei Cristo non è andato forse anche oltre i limiti della legge mosaica?
Li interpreta e lo fa come succedeva anche ad altri interpreti della legge mosaica. Tuttavia, è completamente inscritto dentro la storia precedente. Anche il Vangelo di Matteo inaugura proprio questa inscrizione con l’elenco di nomi che da Abramo scendono fino a Gesù. Dunque, questi nomi ripercorrano la storia ebraica e innestano Gesù, che rispetta il sabato ed è circonciso, ad esempio, proprio dentro questa storia attraverso le parole dei profeti.

In che modo ne è interprete?
Cita Isaia o i salmi di Davide, è perfettamente inscritto dentro questa storia di cui lui, secondo le intenzioni del Nuovo Testamento, rappresenta il traguardo. Curioso è come ci siano quarantadue nomi tra Abramo e Gesù, e quarantadue sono anche le tappe nel deserto. Questo numero volontario di Matteo esprime con Gesù il traguardo della peregrinazione di Israele nel deserto.

Cristo, però, dopo 33 anni di vita terrena se ne va da questa storia “visibile”. Dove è approdato?
Intanto se ne è andato molto mal volentieri, avrebbe infatti continuato a raccontare le sue esperienze e a sanare le persone. In questo senso, il suo seguito è scritto nella resurrezione.

Print Friendly

Comments

comments