Sempre più impegnati dalla parte di chi, dipendente o datore di lavoro, segue le normative vigenti. È questo lo sforzo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata con un servizio che oggi, grazie all’integrazione dei propri servizi con quelli che erano di competenza ex Ines ed ex inail, è in grado di vigilare sulla situazione lavorativa su tutto il territorio e anche in orario notturno e festivo.

Il direttore dell’ufficio, il dott. Pierluigi Rausei, nel rendere noto il report dei dati sull’attività di vigilanza svolta nell’anno 2016, ha messo in evidenza come il lavoro di vigilanza sulla regolarità del lavoro sono sempre mirati a «non a osteggiare chi lavora serenamente ma a fianco di chi vuole lavorare bene anche chi con fatica starà dentro ai nuovi movimenti lavoratori per la ricostruzione».

La situazione vista l’attuale e prolungata crisi è aggravata dal fattore sisma che ha colpito duramente una buona parte dell’alto maceratese; per questo motivo la complessa realtà che gli ispettori si trovano di fronte durante i controlli sono spesso di difficile gestione. Nonostante la collaborazione della maggior parte delle aziende le ispezioni non sono mai viste con un sorriso, e non mancano nemmeno i rischi per gli agenti incaricati. Emblematico il caso in cui di fronte ad un intervento sul un luogo di lavoro, uno dei soci ha minacciato gli ispettori con un’arma, regolarmente registrata; a rendere ancora più evidente lo stato di difficoltà di chi oggi è impegnato con tutte le forze a sostenere la propria attività lavorativa, è stato il fatto che l’azienda in questione non aveva irregolarità nella gestione del lavoro. «Per questo – ha aggiunto Rausei – è necessario andare incontro ai lavoratori, con la sensibilità di comprendere situazioni complesse».

A dimostrazione del buon lavoro svolto dall’ispettorato territoriale del lavoro di Macerata ci sono i numeri. Il report parla di oltre due milioni e mezzo di euro accertati e riconosciuti a 372 lavoratori, mentre le somme riscosse a titolo di sanzione si fermano a poco più di 650 mila euro. L’ufficio infatti preferisce lavorare con provvedimenti dal riscontro immediato come la diffida accertativa o la conciliazione monocratica che restituisce al lavoratore eventuali somme non ricevute, per mancato ricevimento dello stipendio o non conformità tra la mansione svolta e il tipo di contratto in essere.

Uno sguardo particolare va riservato ai cantieri edili, la cui situazione è particolarmente complessa. La coabitazione in un cantiere di diverse ditte contemporaneamente e l’attenzione sempre maggiore alle misure di sicurezza dei lavoratori richiedono un costante aggiornamento formativo e informativo circa le norme vigenti. Nel 96,5% dei cantieri ispezionati sono state riscontrate irregolarità. Va però riconosciuto alle aziende maceratesi un notevole sforzo, le non conformità riscontrate infatti sono spesso di entità meno grave rispetto a quelle che provengono da altri territori.

ITL MC_Report vigilanza anno 2016 Vig
del Lavoro di Macerata fu il punto sul

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