«Ricostruire la Contemporaneità»: l’obiettivo è uscire dal pantano post sisma

Il convegno è in programma per venerdì 5 maggio e vedrà la partecipazione di tre big dell'architettura come Massimo Pica Ciamarra, Franco Purini e Cristiano Toraldo Di Francia. La giornata-studio nasce dalla collaborazione tra il Comune di Treia, Ordine degli Architetti, InArch Marche, associazione Punto ed a Capo, Ente Disfida del Bracciale, nonché Regione Marche e Provincia di Macerata

0
177

Si svolgerà a Treia, venerdì 5 maggio, il convegno “Ricostruire la Contemporaneità”, con appuntamento a partire dalle ore 9.30 della mattinata e la partecipazione di tre big dell’architettura come Massimo Pica Ciamarra, Franco Purini e Cristiano Toraldo Di Francia. Nata dalla collaborazione tra il Comune di Treia, Ordine degli Architetti, InArch Marche, associazione Punto ed a Capo, Ente Disfida del Bracciale, nonché Regione Marche e Provincia di Macerata, la giornata-studio muove da una necessità impellente e cioè quella di uscire dalla fase di stallo che attanaglia la situazione post sisma. A discuterne dal Direttore dell’ufficio Ricostruzione Cesare Spuri all’Assessore all’Urbanistica Anna Casini, dal Soprintendente Carlo Birrozzi ai rettori Francesco Adornato e Sauro Longhi, da mons. Nazzareno Marconi alla deputata Irene Manzi e numerosi altri docenti, architetti e personalità delle istituzioni. «Siamo in una evidente fase di stallo tra emergenza e ricostruzione – spiega Enzo Fusari, Presidente dell’Ordine degli Architetti – ci sono ancora oltre 20mila sopralluoghi da effettuare e una scadenza sempre più vicina. Le ordinanze che si susseguono diventano di difficile applicazione e la situazione è impantanata».

Questa di Treia sarà un’occasione di confronto prima di quella del 19 a Visso dove si continuerà a tracciare il percorso di riflessione e lavoro sulla ricostruzione. «Il rischio sempre più tangibile – puntualizza Fusari – è quello di affrontare i termini della ricostruzione tralasciando il tessuto economico-sociale che abita un territorio. Rischiamo di spendere milioni di euro per case che resteranno vuote se viene a mancare una visione d’insieme». Una collettiva è quella che auspica anche l’architetto Michele Schiavoni, Presidente dell’associazione Punto ed a Capo: «Questa fase di stallo non è sintomatica solo del post sisma. Viviamo in un presente sospeso che aspetta sempre una decisione dall’esterno. Il terremoto ha solo ampliato e aggravato questo problema».

La ricostruzione oggi significa affrontare il problema ben più serio della costruzione dell’idea di un territorio, in una fase in cui dalla “città regione” ipotizzata da un maestro dell’architettura come Castelli, si è passati alla “città adriatica”, ovvero di una rete di investimenti e crescita che si concentra sul litorale lasciando scoperte le zone interne. «Si tratta di un momento cruciale – spiega Franco Capponi, sindaco di Treia – occorre passare dalla burocrazia della ricostruzione alla ricostruzione che affronta i contenuti. Interrogarsi sulle nuove funzionalità degli spazi, sui nuovi modelli turistici per l’entroterra e sulle nuove filiere locali sui nuovi materiali per la ricostruzione. Un settore che può creare nuova occupazione ed economia».

Non da ultimo un tema centrale, quello di una nuova comunicazione per il territorio Marche non più focalizzato sulle armonie ma sulla sicurezza. «Il turista – conclude Capponi – che viene nelle nostre zone deve pensare ad un territorio dall’invulnerabilità sismica, luogo di un abitare sicuro». Infine, anche il prossimo appuntamento con Symbola tratterà quest’anno i temi della ricostruzione.

Architetti a convegno per «Ricostruire la contemporaneità»

Print Friendly

Comments

comments