«Rete per l’Educazione»: Beatrice Fazi ospite a Collevario

Domenica 7 maggio alle 16, l'attrice di "Un medico in famiglia" racconterà la sua testimonianza dal tema “Un cuore nuovo per educarsi e per servire” per la festa della parrocchia Buon Pastore

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Al termine del ciclo di incontri “L’arte educativa del Servizio” nell’ambito della festa della parrocchia Buon Pastore, nel quartiere Collevario a Macerata, domenica 7 maggio alle 16, Beatrice Fazi racconterà la sua testimonianza dal tema “Un cuore nuovo per educarsi e per servire”. E proprio “Un cuore nuovo, dal male di vivere alla gioia della fede” è il titolo del suo libro d’esordio pubblicato due anni fa da Piemme.

«L’idea di partenza di questi incontri – spiega Lorenzo Lattanzi, presidente regionale Aiart – è stata realizzare un percorso parrocchiale di sostegno alla Scuola e alla Famiglia per promuovere la Rete per l’educazione (formata da 10 associazioni: Aiart, Aci, Acli, A.Ge, Aimc, Uciim, Csi, Movimento per la Vita, Movimento per l’Infanzia e Figli della Luce). Dal 2010 si è pensato di arricchire la festa della parrocchia del Buon Pastore con un personaggio pubblico che, raccontando la sua storia, potesse aiutare genitori, educatori, insegnanti, catechisti e giovani a scoprire la persona oltre il personaggio, senza la pretesa di offrire modelli di vita ma con l’idea di una vita capace di educarci nelle fragilità quotidiane».

Molti le personalità incontrate, da Claudia Koll a Paolo Brosio, da Lorena Bianchetti a Maria Grazia Capulli, fino a Pupi Avati e, ora, Beatrice Fazi, l’attrice conosciuta ai più come la Melina nella fiction “Un medico in famiglia”. «Beatrice è stata insoddisfatta di se stessa, ha alle spalle cattive amicizie, un aborto deciso a 20 anni, disordini alimentari, la passione per il buddismo – aggiunge Lattanzi -, fino a che, nel 2000, ha avvertito un’attrazione incredibile a entrare in una chiesa in via del Corso a Roma, si è seduta e ha iniziato a piangere. Da allora ha deciso di scommettere su Cristo e ha vinto. Da lì il desiderio di comunicare a tutti la sua conversione e di conquistare un “cuore nuovo” cioè capace di servire con gioia e di mettersi a disposizione del prossimo».

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