«Culture mediali e subculture giovanili», se ne parla a Piediripa

L'incontro, tenuto da Giacomo Boncompagni, presidente Aiart Macerata verterà sui nuovi scenari digitali

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Viviamo le nostre esperienze quotidiane ormai completamente e continuamente immersi nel digitale. Le nuove tecnologie e pratiche mediali sono rappresentate dai Social Media: attraverso questi, le persone riescono accedere liberamente e condividere contenuti testuali, immagini, video e audio. Strumenti dunque, che connettono mente, corpo, emozioni e nuove piattaforme web, dove lo schermo del media utilizzato diventa il vero centro operativo di interconnessione.

Questa è la grande rivoluzione nella società contemporanea delle reti e dell’informazione, ma questa descrizione è fin troppo rassicurante, purtroppo non c’è solo il lato eroico dei social media. Ogni cambiamento presenta subito il suo lato positivo e vantaggioso e nasconde quello più oscuro, spesso sottovalutato.

I recenti casi di suicidio, cyber bullismo, hate speech ed altre forme di violenza legati ad un uso indegno ed inconsapevole dei social media, vedono purtroppo gli adolescenti come cyber-vittime e ci mostrano cosi l’altra faccia della tecnologia e il volto della crudeltà umana.

Raccontarsi e mostrarsi pubblicamente attraverso i social media è diventata una pratica quotidiana di massa e i migliaia di selfie presenti su Facebook e Twitter, ce lo confermano.

Si è aderito cosi ad una nuova cultura della fama che usa l’immagine di sé e il racconto, attraverso post e tweet, come strumenti per controllare e “ripulire” se stessi, per costruire una reputazione sociale a costo zero.

È corretto quindi, parlare di nuove culture e subculture mediali e giovanili.

Proprio di questo si parlerà venerdì 28, alle ore 21.15, presso la Parrocchia S. Vincenzo M. Strambi al teatro parrocchiale di Piediripa a Macerata.

Il  tema dell’incontro, aperto a tutti,  sarà quello delle «Culture mediali e subculture giovanili nello scenario digitale» a fare da relatore sarà Giacomo Buoncompagni, Presidente provinciale Aiart Macerata.

Ognuno di noi è responsabile di questa “missione educativa”, diamoci da fare per educare ad uso consapevole e responsabile dei social media.

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