Don Giuseppe Ortenzi, «caro padre e fratello»

A un mese dalla sua morte, avvenuta lo scorso 26 marzo, il ricordo delle Sorelle Clarisse di San Severino Marche

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Don Giuseppe Ortenzi

Pubblichiamo il ricordo di don Giuseppe Ortenzi a un mese dalla sua morte, avvenuta lo scorso 26 marzo, da parte delle Sorelle Clarisse di San Severino Marche.

A un mese dalla morte del caro don Giuseppe Ortenzi, sentiamo il desiderio e la necessità di consegnare il nostro ricordo di lui, un ricordo colmo di gratitudine e ricco di storia vissuta insieme. Abbiamo accompagnato la sua vita e il suo ministero con la nostra preghiera e con la nostra amicizia, nata attraverso la sua mamma che era amica di alcune nostre sorelle, originarie di Montecassiano. Il legame, negli anni, è diventato così stretto che lui ci considerava “sue parenti”, come amava chiamarci. E così ci sentivamo. Era per noi un caro padre e fratello, che ci ha fatto sempre sentire l’affetto e la stima per la nostra forma di vita, che non ci ha fatto mai mancare il suo sostegno e il suo aiuto concreto. Era una gioia ritrovarsi e raccontarsi, era una bella tradizione il riunirci per ascoltarlo mentre ci aggiornava sui passi del cammino parrocchiale e del progetto Nuova Immagine di Parrocchia.

Era per noi un caro padre e fratello

E, come un familiare carissimo, ora ci manca. Ci mancano le chiacchierate e gli incontri, che anche negli anni della sua vecchiaia non sono diminuiti. Ci mancano le belle celebrazioni vissute insieme, le sue omelie e quel suo fervore, mai spento.
Ciò che ci mancherà di più – non solo a noi, ma a tutta la chiesa di Dio – è la sua freschezza, quell’entusiasmo mai spento, quella vitalità che né l’avanzare degli anni, né le sofferenze hanno saputo smorzare.

Ciò che ci mancherà di più è la sua freschezza e il suo entusiasmo

Ci mancherà la giovinezza del suo spirito, che ha sempre colpito anche i nostri ospiti e amici che hanno avuto l’occasione di incontrarlo nella foresteria del monastero. Questa è stata la grandezza di don Giuseppe: è rimasto giovane, nello sguardo, nella mente e nel cuore. Così lo ricordiamo: sempre aperto alla novità, desideroso di imparare e di crescere, immerso nello studio e nella preghiera, capace di stupirsi, pronto a far festa e ad applaudire! Così era anche il suo modo di celebrare, anche dopo tanti anni di ordinazione: mai scontato, mai stanco, sempre nuovo, sempre colmo di gratitudine e stupore di fronte al dono della Parola e dell’Eucaristia. Questa è per noi la preziosa eredità da raccogliere e per cui ringraziarlo, in attesa di ritrovarci insieme nella lode perenne della liturgia celeste.

Madre Rosella Chiara
e Sorelle Clarisse di San Severino Marche

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