«Mediterraneo: frontiere di speranza»: è questo il tema del 66° congresso nazionale della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) che si svolgerà dal 4 al 7 maggio, a Pavia e a Vigevano. La vivace realtà, che accomuna da sempre giovani accademici ispirati dai valori cristiani, è molto presente anche a Macerata, (nella foto, il gruppo «Leopoldo Elia») come anche nelle altre diocesi delle Marche.

I lavori verranno inaugurati dalla prolusione di monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, alla quale seguiranno gli interventi di Andrea Pase, docente di geografia storica presso l’Università degli studi di Padova, e di Roberta Ricucci, docente di sociologia dei processi culturali dell’Università degli studi di Torino.

Il 5 maggio è in programma una tavola rotonda sugli aspetti socio-politici del Mediterraneo, con Paolo Magri, vice presidente esecutivo e direttore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale, Michele Nicoletti, presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, e padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli-Servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia. Nel pomeriggio, sono previsti gruppi di lavoro sui temi proposti, per poter portare attraverso le tesi congressuali il contributo dei lavori della Federazione all’esterno.

Il 6 e 7 maggio, a Vigevano, l’Assemblea federale. L’hashtag del congresso è #abitareleFrontiere e vuole esprimere, spiegano gli organizzatori, “lo spirito con cui vivere le tante frontiere che ci attendono, per essere costantemente aperti all’intera società e al mondo, che ci circonda fino ai suoi lontani confini”.

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