Da oggi Palazzo Ricci, sede della prestigiosa collezione d’arte italiana del Novecento di proprietà della Fondazione Carima, entra nella rete di Macerata Musei e torna a essere fruibile in modo continuativo dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18, con aperture straordinarie nei lunedì 17, 24 aprile e 1° maggio.

Gli interni della prestigiosa sede che ospita le opere d’arte del Novecento

«Quando si costruisce una visione di città ci sono obiettivi e sogni. Quello di oggi è un sogno di tutta la città, quello di poter vivere una bellezza rara, di valore internazionale. Grazie a questo nuovo tassello del Piano della bellezza della città, il turista che arriva a Macerata vede aumentata l’offerta e quindi potrà comodamente fermarsi almeno tre giorni per godere appieno dei suoi tesori culturali. Stiamo lavorando per lasciare alla città un quadro di grandi possibilità, perché non è sufficiente la bellezza di un luogo, ma la capacità di comunicarla. Finalmente, poi, anche tutti i maceratesi potranno conoscere il valore di Palazzo Ricci. Ringrazio la Fondazione Carima perché non si è limitata a passarci qualcosa, ma ha voluto costruire tutto questo insieme a noi e ha avuto un ruolo fondamentale in questo sogno, attraverso la condivisione e la sensibilità che ha dimostrato, consegnando alla città un luogo incredibile». Con queste parole il sindaco Romano Carancini ieri ha aperto le porte di Palazzo Ricci per l’anteprima riservata alla stampa e alle autorità. Erano presenti anche il vicesindaco e assessore alla Cultura, Stefania Monteverde, e la presidente della Fondazione Carima, Rosaria Del Balzo Ruiti.

Un momento dell’apertura di Palazzo Ricci alla presenza dei vertici dell’Amministrazione comunale e della Fondazione Carima

«Contemporaneamente a Palazzo Ricci, possiamo festeggiare anche la nuova possibilità di fruizione dei piani alti di Palazzo Buonaccorsi – ha detto l’assessore Monteverde –, dopo i lavori di ripristino a seguito del terremoto. In questa logica, le due sedi storiche e nobiliari entrano in un dialogo che consentirà ai visitatori di beneficiare di un percorso culturale più completo».

Da parte sua, la presidente Del Balzo Ruiti ha sottolineato che questo momento segna anche il tentativo di un ritorno alla normalità dopo le gravi ferite inferte dal sisma. «Questo è il momento conclusivo di un percorso con l’Amministrazione comunale cominciato due anni fa. La riapertura di Palazzo Ricci – ha dichiarato – è un ritorno alla normalità in un periodo in cui ancora stiamo metabolizzando il terremoto. Qui ci troviamo in mezzo al “Triangolo delle Bermuda del bello”, se consideriamo anche i vertici di Palazzo Romani Adami e Palazzo Galeotti».

Romano Carancini e Rosaria Del Balzo Ruiti

Il concetto della condivisione e collaborazione è stato ribadito pure da Alessandra Sfrappini, direttrice dell’Istituzione Macerata Cultura. «Oggi – ha detto – entra a far parte della rete un attrattore straordinario di grosso calibro».

Dopo gli interventi istituzionali è seguita una visita guidata a Palazzo Ricci, con il contributo delle curatrici Giuliana Pascucci e Maria Vittoria Carloni di Macerata Musei e Elisa Mori della Fondazione Carima, che hanno accompagnato gli invitati nelle diciannove stanze che contengono oltre 300 opere tra pitture e sculture dei maggiori rappresentanti dell’arte italiana del Novecento, tra cui Balla, Severini, Depero, Morandi, Guttuso, Pirandello, De Chirico, Ligabue, Carrà e Fontana.

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