Carmen Tornari, protagonista del «belcanto italiano» nel primo Novecento

Nata e sepolta a Treia, la mezzosoprano deve essere annoverata tra i personaggi che hanno dato lustro al panorama artistico della nostra Regione, sia a livello nazionale che internazionale, insieme ad altre stelle della scena lirica, come Gigli, Corelli, Tebaldi, Carlo Cava, Cerquetti e Bruscantini

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Carmen Tornari in una foto di fine anni Trenta

«Ricordiamo i silenzi cupi, gli occhi assenti, la carezza tenera, ma distratta, che ci dava nei pochi attimi precedenti il suo ingresso in scena. Il fazzoletto premuto alla bocca dalla mano contratta, come a cancellare un’immaginaria raucedine, camminava nervosamente in su e in giù per il pertugio del camerino, o restava immobile al tavolino dinanzi alle foto dei suoi cari defunti, dei suoi santi, e di noi suoi figli. Questa è la mamma più viva nei nostri ricordi, fragile eppure ferma nell’affrontare ogni sera una tensione e uno sforzo superiore alle sue possibilità». A ricordare così la loro mamma sono Nino (Giovanni) e Nelli Melba (nome ripreso dalla famosa soprano australiana 1861-1831), figli di Carmela Petrocchi, in arte Carmen Tornari, mezzosoprano drammatico dalla voce calda e vibrante e di Amleto Tornari, professore di tromba e maestro suggeritore.

Grazie ai ricordi dei due figli, testimoni di una vita errabonda da paese a paese, da teatro a teatro, fra musiche, canti e orchestre, e alle memorie dello zio materno Riccardo Petrocchi, che con tenacia e determinazione all’età di 80 anni (da Bologna ritornò nel Maceratese alla ricerca delle tracce dei suoi avi) ha voluto lasciare un manoscritto, una ricca fonte di notizie, in cui ricostruisce le vicende storiche della sua famiglia. Grazie a loro, quindi, che noi oggi possiamo recuperare e mantenere viva la memoria di questa protagonista del “belcanto italiano dei primi decenni del Novecento”, la quale insieme ad altre stelle della scena lirica, come Gigli, Corelli, Tebaldi, Carlo Cava, Cerquetti e Bruscantini deve essere annoverata tra i personaggi che hanno dato lustro al panorama artistico della nostra Regione, sia a livello nazionale che internazionale.

Oggi pochi hanno presente questa cantante e con il tempo la sua memoria si sta affievolendo, sbiadita con il trascorrere degli anni, quasi dimenticata anche nella sua città natale, Treia, dove nasce il 3 maggio 1892, la lontananza dei suoi parenti, tutti fuori regione, e la difficoltà a reperire testimonianze e documenti contribuiscono a sfumarne il ricordo. Per la verità negli anni Ottanta del secolo scorso per merito del Centro Culturale Polivalente Treiese, presieduto dal prof. Alberto Meriggi, con la collaborazione dell’allora Amministrazione comunale, fu organizzata una riuscitissima serata in onore di Carmen Tornari e successivamente fu pubblicato un volumetto di trentadue pagine curato dai figli Nelli e Nino, unica testimonianza della famiglia Tornari e dell’attività artistica di Carmen presente in qualche Biblioteca e negli archivi privati.

La tomba di Carmela Petrocchi al Cimitero di Treia

Non ebbero poi seguito altre iniziative, se non una vaga proposta di intitolarle il Teatro Comunale, ma l’idea non si è mai concretizzata. Nel frattempo i due figli sono scomparsi e ciò che Treia conserva sta nel civico cimitero, cioè tre tombe quella di Carmen, quella di Amleto, suo marito, quella più recente di Nelli Melba. Chiuse la sua esistenza terrena, infatti, il 14 gennaio 1973, ma il suo ricordo non può essere solo una foto su una pietra di marmo o una sbiadita memoria in chi l’ha conosciuta, ma dato lo spessore artistico ci si attende e si auspica un riconoscimento tangibile nella comunità che le ha dato i natali e in quella che l’ha avuta come cittadina negli ultimi decenni della sua vita, cioè Treia e Macerata. Ovvero, riconoscerle, come in parte tributato quest’anno durante il 52° convegno del Centro Studi Maceratesi (leggi qui l’articolo), il dovuto merito per un’intensa carriera a fianco dei più famosi artisti come il già citato Gigli oppure Toti Dal Monte, e sotto la direzione di grandi maestri come Toscanini, Puccini, Mascagni.

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