(foto Agensir)

Vigilanza sempre più alta e più stretta collaborazione tra intelligence; recupero degli ideali e dei valori europei. Su questo duplice livello dovrebbe declinarsi la risposta del Vecchio Continente al terrorismo. Lo ha detto al Sir il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, dopo la conclusione della Messa di Pasqua celebrata nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi (Ceis) di Roma.

Commentando l’attentato nella metropolitana di San Pietroburgo che ha provocato 14 morti e 45 feriti, 13 dei quali molto gravi, il porporato ha anzitutto espresso sentimenti di «dolore, sofferenza e vicinanza alle vittime per cui preghiamo, per le loro famiglie e per questi popoli e Paesi così colpiti». Quanto alla risposta dell’Europa al terrorismo «è a diversi livelli», ha osservato. Anzitutto «quella più immediata costituita dai servizi di intelligence, dalla vigilanza sempre più alta ma soprattutto dalla collaborazione tra le diverse intelligence, cosa che sta avvenendo ormai da anni ma che evidentemente deve continuamente crescere».

La «risposta più ampia» è invece «di carattere culturale: in sostanza o l’Europa recupera una cultura alta, densa, ricca di ideali nobili, di valori autentici, alti e non al ribasso, ma secondo la sua storia, la sua vocazione, la sua origine cristiana, o altrimenti è una cultura vuota». «E il vuoto – il monito di Bagnasco – lo riempie qualcuno, anche ideologie che sono certamente assurde come questa dell’Is, del terrorismo, ma che tuttavia possono suggestionare chi è labile nella propria psicologia oppure chi è vuoto nella propria anima». Quale il ruolo del dialogo? «Per dialogare – replica il cardinale – bisogna essere in due, almeno, e bisogna che tutti e due abbiano qualcosa di serio, di importante da dire altrimenti non è un dialogo; è un assorbimento. Ma l’Europa su questo ci sente davvero poco».

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