«Nulla è impossibile, anche se umanamente difficile», è solo uno degli insegnamenti dell’esistenza terrena di padre Pietro Lavini e della sua impresa, la ricostruzione del Monastero di San Leonardo sulla cima della Priora, sui monti Sibillini, che il giornalista Vincenzo Varagona racconta nel volume “Il muratore di Dio. Padre Pietro Lavini e il monastero di San Leonardo”, che sarà presentato sabato 1° aprile, alle ore 17.30, presso il Centro Giovanni Paolo II, a Montorso di Loreto. L’evento, patrocinato dal Comune di Loreto, sarà l’occasione nella quale si incontreranno per la prima volta i nipoti di padre Pietro, Silvano e Roberto Dominichini, e Franco Albertini, nipote di Luigi, già senatore della Repubblica e direttore del Corriere della Sera nei primi vent’anni del Novecento, proprietario del Monastero – o meglio, del terreno su cui si ergevano i ruderi dell’antico luogo di culto benedettino – fino al 1969, anno in cui la famiglia lo cedette alle “cure” delle mani sapienti del frate cappuccino.

Il programma ricco di ospiti prevede, in apertura, i saluti del direttore del Centro Giovanni Paolo II, don Paolo Volpe, dell’assessore Luca Mariani, e del salesiano cooperatore Italo Canaletti. Oltre all’autore Vincenzo Varagona, inoltre, interverrà Alberto Scoccia, portavoce dell’associazione “Amici di San Leonardo”. Durante i quaranta lunghi anni che il frate cappuccino ha impiegato per realizzare il suo grande sogno, sono state tante le persone attirate o anche solo sfiorate dal suo magnetismo e dal suo carisma, sprigionati da due occhi vispi incastonati in una figura minuta ma dalla tempra forte e tenace.

Nelle pagine del libro, accanto alle parole del religioso, di cui possiamo leggere l’ultima intervista, concessa a Varagona poche settimane prima del malore che lo ha colpito il 20 novembre 2015 (leggi qui l’articolo), occupano uno spazio importante le testimonianze di molti cari amici, giunti a San Leonardo dopo aver oltrepassato le gole dell’Infernaccio e tornati più e più volte, intrecciando con Padre Pietro legami profondi che non conosceranno fine. Un piccolo grande uomo dalla fede incrollabile, il “Muratore di Dio”, che ha dedicato ogni istante e ogni gesto al progetto che l“Impresario” aveva deciso per lui, dando forma e sostanza alla semplicità francescana e all’operosità benedettina, tanto importante per la sua formazione fin dai primi anni.

Padre Lavini ha ridato vita a un angolo di paradiso in terra diventato nel tempo un centro di spiritualità conosciuto in tutta Italia e nel mondo; ma nonostante sia riuscito a strappare il Monastero all’oblio e alla distruzione, oggi c’è preoccupazione per un futuro incerto, nei Sibillini feriti, colpiti al cuore dal sisma, che ha sconvolto il territorio e ha reso San Leonardo inaccessibile. La presentazione sarà anche un momento in cui fare il punto della situazione, con la consapevolezza che il “Muratore”, accanto all’”Impresario”, sta già intercedendo dalla più alta delle altezze.

Padre Lavini, pietra intrisa d’amore e contemplazione

La via che da San Leonardo porta a un nuovo cammino

Vincenzo Varagona racconta padre Lavini «pietra dopo pietra»

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