La sera di mercoledì 29 marzo l’incontro nell’ambito del Percorso formativo per operatori pastorali con i laici della diocesi; giovedì mattina, sempre alla Domus San Giuliano, l’incontro col clero. Questi gli appuntamenti di cui è stato protagonista padre Sebastian Vazhakala, superiore generale dei Missionari della Carità, congregazione di cui è stato fondatore assieme alla santa Madre Teresa di Calcutta.

Due appuntamenti nel segno dell’affabilità e della semplicità, durante i quali il religioso indiano, che si esprime in un fluente italiano, ha trasmesso attraverso il racconto di numerosi episodi e circostanze della vita di Madre Teresa, il senso profondo della scelta in favore degli ultimi da lei coltivato e trasmesso alle suore e ai religiosi che l’hanno seguita, rendendo fiorente di vocazioni, in tutto il mondo, la Congregazione dei missionari della Carità.

Particolarmente toccante il racconto della situazione vissuta in Paesi in preda alla violenza come lo Yemen, dove quattro suore sono da 6 mesi isolate, comunicandosi quotidianamente con un frammento minuscolo di ostia, gelosamente conservato. Religiose che hanno chiesto a padre Vazhakala di potersi confessare telefonicamente, data la perdurante impossibilità di raggiungerle.

Il relatore, sempre rifacendosi alla grande figura della santa Madre Teresa di Calcutta nella mattinata di giovedì ha aiutato i sacerdoti a confrontarsi sulla dimensione della carità: concreta, fatta subito, realizzata per la gloria di Dio!

Padre Vazhakala ha concluso chiedendo ai sacerdoti di pregare per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata e per la congregazione di Madre Teresa. Per parte sua, ha promesso di pregare per i sacerdoti durante l’adorazione continua che svolge ogni notte da mezzanotte alle due.

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