Il piano di rinnovamento pastorale avviato dal vescovo diocesano Nazzareno Marconi ha trovato la sua manifestazione più tangibile nella creazione delle unità pastorali che raggruppano le parrocchie, unificando funzioni e servizi che prima erano appannaggio di ciascuna, anche piccolissima, comunità. Un passaggio volto a favorire l’uso ottimale delle risorse e la produttività dell’impegno delle persone. Ma l’opera di riorganizzazione ha toccato anche gli organismi diocesani quali il Consiglio presbiterale e quello pastorale.

L’obiettivo che ha guidato le scelte è promuovere una maggiore corresponsabilità dei presbiteri e dei laici alla realizzazione di un nuovo volto della diocesi, meglio in grado di essere testimone del Vangelo, parola di vita anche per questo nostro tempo turbolento e travagliato. Una sfida affrontata senza spirito di rivalsa ma in atteggiamento di attenzione, disponibilità, servizio disinteressato e generoso.

Il Consiglio presbiterale è definito dal Codice di Diritto Canonico come «un gruppo di sacerdoti che, rappresentando il presbiterio, sia come il senato del Vescovo»; gli compete «coadiuvare il Vescovo nel governo della diocesi… affinché venga promosso nel modo più efficace il bene pastorale della porzione di popolo di Dio a lui affidata» (Can. 495).

In coerenza e a supporto del disegno di riorganizzazione della diocesi, monsignor Marconi ha scelto che il nucleo fondamentale del Consiglio presbiterale sia costituito dai coordinatori delle unità pastorali. A loro si aggiungono il rettore del seminario Redemptoris Mater, un rappresentante dei religiosi e tre sacerdoti scelti dal vescovo tra quelli indicati attraverso il voto dall’intero presbiterio, rappresentanti le varie fasce di età del clero.

Al Consiglio presbiterale si affianca il Consiglio pastorale diocesano. Anch’esso previsto dal Codice di Diritto canonico, gli compete «sotto l’autorità del Vescovo, studiare, valutare e proporre conclusioni operative su quanto riguarda le attività pastorali della diocesi» (Can. 511). Nella nostra diocesi è composto dal vescovo, dal delegato per la pastorale, dal delegato per il consiglio presbiterale, da venti laici, uno per ogni unità pastorale, scelti fra i tre candidati presentati da ciascuna di esse, dal rappresentante dei diaconi e da uno dei religiosi. La sua funzione è rendere presenti al vescovo la varietà delle situazioni, dei problemi, delle istanze, delle difficoltà, delle aspirazioni, delle realizzazioni emerse in tutte le realtà della diocesi per metterlo in condizione di maturare le scelte più opportune in vista del bene dell’intera comunità diocesana e di ogni singola comunità locale.

Al Consiglio pastorale diocesano e al Consiglio presbiterale che iniziano a operare in queste settimane, il più caloroso augurio di un lavoro fecondo, sapiente e generoso per il bene della nostra Chiesa.

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