«Facciamo presto. Marche 2016-2017: tesori salvati, tesori da salvare»: è il titolo della mostra inaugurata il 28 marzo e che, «diversamente dal grido d’aiuto pubblicato in lettere cubitali su Il Mattino del 26 novembre 1980 dopo il terremoto campano, reso famoso dall’opera omonima di Andy Warhol che ritrae la prima pagina del giornale, ci ricorda che dobbiamo essere consapevoli e convinti che ognuno di noi può e deve impegnarsi a riparare i danni della catastrofe del terremoto». Con queste parole il direttore Eike Schmidt ha aperto ieri presso la Galleria degli Uffizi di Firenze la tavola rotonda in occasione della mostra che raccoglie 29 opere proveniente dal territorio e dalle diocesi marchigiane.

Il direttore Schmidt ha poi affermato: «Dopo i terribili eventi sismici è nostra volontà e nostro dovere morale aiutare quelle meravigliose terre. Esponendo i supremi capolavori salvati e ancora da salvare ai fiorentini e ai visitatori di tutto il mondo ne presentiamo la bellezza e al tempo stesso il disperato compito di solidarietà che chiama tutti noi. I proventi dei biglietti saranno devoluti alla ricostruzione delle aree colpite». La mostra presenta una selezione di capolavori provenienti dalle cittadine e dai paesi dell’entroterra appenninico delle Marche, colpiti dal terremoto che ha quasi distrutto o reso inagibili le chiese, i palazzi e i musei dove questi oggetti d’arte erano custoditi, spesso fin dalla loro origine e rimarrà visitabile fino al prossimo luglio.

(foto Luca Maria Cristini)

Il curatore della mostra Gabriele Barucca ha affermato: «Le opere esposte sono tra le gemme più preziose di un territorio che sorprende per la ricchezza straordinaria e inattesa del suo patrimonio d’arte e di storia: una raffinata raccolta di dipinti su tavola e su tela, di sculture lignee, tessuti e oreficerie». La mostra ha come intento principale quello di rammentare l’estrema urgenza di salvare dalla distruzione e dalla dispersione questo patrimonio.

Il vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, monsignor Carlo Bresciani, che ha prestato il reliquiario di Sisto V agli Uffizi afferma: «Sono molto contento di aver prestato questa opera alla galleria di Firenze. Le Marche sono un vero tesoro d’arte e invitare tanti a godere questi tesori nel museo degli Uffizi potrà essere d’impulso per visitare anche i nostri territori feriti». Il vescovo di Camerino, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro ha invece dichiarato: «Sono contento di poter condividere questa inaugurazione. Mettere in mostra a Firenze 13 opere che provengono dalla nostra diocesi vogliono spingere a ricordarci a far presto. Aiutare le Marche a non perdere il tempo, come occasione propizia per mettere apposto le nostre città e i nostri territorio».

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