Il cantautore Enzo Nardi

Da pochi giorni sono stati resi noti i nomi dei 16 finalisti di Musicultura che si contenderanno l’edizione 2017 (leggi qui l’articolo). Chi la manifestazione l’ha vinta, nel 1991, è Enzo Nardi, insegnante del Liceo classico “Leopardi” di Macerata e raffinato cantautore in procinto di presentare la sua ultima prova artistica: “La farfalla in canottiera”. Il primo evento della campagna promozionale, invece, si svolgerà venerdì 31 gennaio, alle ore 21.15, al Cine Teatro “Don Bosco”. Intervistato per i media diocesani, Nardi svela alcune delle tematiche affrontate negli 11 brani prodotti (l’album è in vendita presso il negozio “Juke box all’idrogeno”, in corso della Repubblica, e, dal 1° di aprile, alla Libreria Del Monte, in corso Cavour, a Macerata, ndr.).

Prof. Nardi, una domanda banale ma d’obbligo, data la curiosità innescata dal titolo: a cosa si deve la scelta della “La farfalla in canottiera”?
“La farfalla in canottiera” affronta temi dal contenuto esistenziale-religioso. La farfalla è il simbolo dell’anima che si eleva verso l’alto, mentre il riferimento all’indumento sottolinea come Dio ci accolga anche nella nostra vita ordinaria, finanche nel peccato. Non si deve aver paura di avvicinarsi a Dio perché ci perdona anche e nonostante le nostre “canottiere”.

Nell’album è evidente il valore della parola, accompagnata dal suono espresso dai musicisti che l’accompagnano…
Molte delle canzoni sono nate come poesie. Col tempo queste parole sono state rivestite di musica, grazie anche all’aiuto datomi nell’arrangiamento da Marco Ferrara (al pianoforte), Maurizio Moscatelli (al sax e al clarinetto), Davide Padella (contrabbasso) e Luca Ventura (batteria). Dal punto di vista musicale il meglio che la nostra provincia può esprimere.

Gli 11 brani sembrano rappresentare un percorso in crescendo verso una profonda dimostrazione di fede…
Il primo gruppo è quello delle “fragili illusioni”, seguito da canzoni irriverenti fino a giungere ai brani religiosi. Tra questi “La farfalla in canottiera”, appunto, e la preghiera dell’Ave Maria, con una musica ritmata e presentata, dunque, in una veste insolita. Nel brano “Il perdono” parla dell’impossibilità dell’uomo di perdonare e di come la vera pace, il vero amore sia quello che può donare agli uomini lo Spirito Santo.

A che pubblico si rivolge, in particolare, “La farfalla in canottiera”?
Spero che i contenuti delle canzoni possano raggiungere anche i giovani. Non si tratta di testi banali, in quelle strofe c’è un po’ tutta la mia storia, la mia passione per la vita e la mia fede. In questo mondo laicizzato sono sentimenti che si tende a nascondere o marginalizzare, un cantautore che ha fede deve mescolare la sua esistenza alla fede in Dio altrimenti si cade in una sorta di schizofrenia incomprensibile.

Durante l’evento del 31 marzo presenterà anche una canzone su Macerata…
Nel brano il nome della città non viene fatto ma ci sono molti elementi che vi riconducono. In un certo periodo della mia vita avevo rigettato Macerata, mentre ora ho maturato una nuova passione per le sue bellezze naturali e artistiche. Ho ritrovato l’amore e il gusto per la provincia: credo che la rinascita di questa nazione possa avvenire soltanto grazie a questi valori semplici che solo la provincia sa esprimere. Per questo spero che l’album possa incontrare l’apprezzamento del pubblico e, soprattutto, dei maceratesi.

Ascolta l’intervista completa per Radio Nuova Macerata:

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