Arlecchino chiude la stagione teatrale tolentinate

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Stasera, venerdì 24 marzo ultimo appuntamento della stagione 2016/17 del Teatro Vaccaj di Tolentino: al Teatro Don Bosco va in scena “Arlecchino servitore di due padroni”, un classico del teatro goldoniano riletto, però, in chiave contemporanea da uno dei maggiori conoscitori della commedia dell’arte come Carlo Boso, con protagonista, un attore dalle particolari capacità motorie: David “Zanza” Anzalone.

Un grande Zanza, un manipolo di bravi giovani attori, la regia di un maestro come Carlo Boso, il grande potere comunicativo della Commedia dell’Arte e del teatro goldoniano: questi gli ingredienti del nuovo “Arlecchino”.

L’idea di mettere in scena un riadattamento del testo teatrale di Carlo Goldoni significa voler affrontare un’opera-simbolo: per Goldoni rappresentò la conclusione e la sintesi di un fenomeno teatrale-sociale-politico chiamato Commedia dell’Arte che “inventò” il teatro come mestiere, segnando la nascita del teatro moderno e che fu il seme dal quale nacquero tutte le forme spettacolari a noi oggi conosciute.

Per Giorgio Strehler la Commedia dell’Arte fu, nell’immediato dopoguerra, la spinta per far rinascere il Teatro Italiano e ridare al popolo il “suo” teatro. Lo spettacolo, che non vuole essere né teatro di narrazione né teatro civile né tantomeno teatro-predica, vuole recuperare il vero motore poetico del Teatro dei Commedianti, ma ambientarlo nel secondo dopoguerra.

La storia si svolge a Milano e racconta, da un lato, come nasce l’illusoria Repubblica democratica italiana. Dall’altro, la vicenda narra di come il povero popolo italiano – rappresentato da un Arlecchino/reduce della campagna di Russia – oltre ad essere stato sacrificato in guerra, si ritrova ora costretto, per sopravvivere, a barcamenarsi fra i nuovi padroni.

Arlecchino soffre la fame, mente, corteggia, ama, serve contemporaneamente due padroni, pasticcia la trama e la risolve in un turbinio di lazzi, musiche (dallo swing alle canzoni di successo), trovate di spirito e colpi di scena, nel tipico carosello da commedia dell’arte.

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