LA PAROLA DI OGGI
Dal vangelo secondo Matteo (5,17-19)
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

PER MEDITARE
Gesù ci invita a seguire con fedeltà la legge di Dio, cioè la sua volontà manifestata nella sua parola. Egli è venuto a compiere la legge antica: non solo riconosce ai comandamenti dell’Antico Testamento tutta la loro importanza, ma realizza nella sua persona ciò che i profeti avevano annunciato. È commovente leggere, dopo alcuni particolari del racconto della passione fatto da Giovanni, quali la tunica tirata a sorte, il colpo di lancia del centurione, queste parole: «Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura». Che rispetto infinito, che amore dovremmo avere per questa santa Scrittura, che ci è stata trasmessa da uomini, ma che viene direttamente dal Padre! Secondo l’Antica Alleanza, la legge data a Mosè è strettamente legata ai profeti che annunciano il Messia: non si tratta di un codice giuridico freddo e astratto, ma di comandamenti d’amore che Dio dà al suo popolo perché viva. Secondo la Nuova Alleanza, i comandamenti di Gesù nel Vangelo non possono essere separati dalla sua presenza nella Chiesa e dallo Spirito Santo, che, diffuso nei nostri cuori, ci rende partecipi della vita stessa della Santa Trinità.
In questa Quaresima chiediamo che il nostro cuore sia sempre rivolto a Dio, in ascolto di quanto ci chiede con la sua Parola.

RIFARSI PROSSIMO
Il mondo nuovo progettato delle ideologie comuniste o consumiste non si realizzerà, perché parte da un errore di fondo: nega la verità più profonda dell’uomo e di Dio. Perciò le generazioni future, seguendo la loro vera umanità, abiteranno il futuro in maniera diversa da quanto le ideologie hanno progettato.

UNA STORIA PER RIFLETTERE
C’era una volta un ragazzo dal carattere molto difficile. Si accendeva facilmente, era rissoso e attaccabrighe. Un giorno, suo padre gli consegnò un sacchetto di chiodi, invitandolo a piantare un chiodo nella palizzata che recintava il loro cortile tutte le volte che si arrabbiava con qualcuno. Il primo giorno, il ragazzo piantò trentotto chiodi. Con il passare del tempo, comprese che era più facile controllare la sua ira che piantare chiodi e, parecchie settimane
dopo, una sera, disse a suo padre che quel giorno non si era arrabbiato con nessuno. Il padre gli disse: «È molto bello. Adesso togli dalla palizzata un chiodo per ogni giorno in cui non ti arrabbi con nessuno». Dopo un po’ di tempo, il ragazzo poté dire a suo padre che aveva tolto tutti i chiodi. Il padre allora lo prese per mano, lo condusse alla palizzata e gli disse: «Figlio mio, questo è molto bello, però guarda: la palizzata è piena di buchi. Il legno non sarà mai più come prima». «E con questo?», rispose sorpreso il figlio. «Vedi – continuò il padre –, quando dici qualcosa mentre sei in preda all’ira, provochi nelle persone a cui vuoi bene ferite simili a questi buchi. E per quante volte tu chieda scusa, le ferite rimangono…».
Gli esseri umani sono fragili e vulnerabili. Tutti portano un’etichetta che dice: «Trattare con cura, maneggiare con cautela, merce delicata».

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