«Fratelli», l’ultima opera di Guido Garufi

Il libro sarà presentato giovedì 23 marzo, alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale “Mozzi-Borgetti”

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La Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti

Titolo particolare, secco, deciso, quello della nuova raccolta di versi di Guido Garufi, “Fratelli”, fresco di stampa per l’editore torinese Aragno. Una lunga, densa introduzione di Giovanni Tesio che, in qualche modo, riepiloga i quasi quarant’anni di attività dello scrittore marchigiano, attivo anche nella nostra Regione alla quale dedicò una antologia fondamentale che fece scrivere a Carlo Bo: «Se si facesse in Italia il lavoro che Garufi ha fatto per le Marche, avremmo una storia della letteratura del secondo Novecento più ricca e più completa». Lavoro che l’autore intrecciò per molti anni insieme all’amico di sempre, Remo Pagnanelli. Dai versi emergono le fonti, i “padri” di questa fratellanza.

In primis Mario Luzi che insieme a Vittorio Sereni “battezzò” Canzoniere Minore e Lo scriba e l’angelo usciti per Archinto. Di Luzi, Garufi recepisce il modulo espressivo, la tonalità musicale, il verso movimentato fino alla drammaturgia, da Luzi ancora e da Sereni l’intrusione di “voci” esterne, controcanti, fiati minimali, l’apparire di “entità” a volte angeliche, altre volte pura compresenza di morti e vivi, tutti convocati in un solo tempo, distesi lungo un asse di “ricordanze” mai nostalgiche, refrattarie alla autobiografia, figure rese totali e assolute, universali.

Di questo e d’altro si parlerà giovedì 23, alle ore 17, presso la Biblioteca comunale. La presentazione sarà condotta dal giornalista Maurizio Verdenelli, entrerà nella ragioni del testo lo scrittore e critico letterario Enrico Capodaglio che chiarirà il fondo o l’orizzonte della poetica dell’autore.

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