Al Multiplex il film «Indivisibili» di Edoardo De Angelis

Sabato 25 marzo, alle ore 18, al Multiplex "Giometti" di Tolentino, in collaborazione con OfficineMattoli, l’attore Gaetano Bruno presenta il film presentato con successo al Festival di Venezia

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Sabato 25 marzo, alle ore 18, al Multiplex “Giometti” di Tolentino, in collaborazione con OfficineMattoli, l’attore Gaetano Bruno presenta il film del regista Edoardo De Angelis “Indivisibili”, presentato con successo al Festival di Venezia. Il film narra la storia di due sorelle siamesi, Viola e Dasy (le esordienti Angela e Marianna Fontana) che cantano ai matrimoni e alle feste. Grazie alle loro esibizioni, le gemelle siamesi danno da vivere a tutta la famiglia: in primis al padre “impresario” Peppe (Massimiliano Rossi), che però poi quei soldi se li gioca al videopoker, poi alla mamma Titti (Antonia Truppo), insoddisfatta e strafumata, infine allo zio Nando (Marco Mario De Notaris) e a Nunzio (Tony Laudadio).

La vita, lungo il litorale domizio, scorre sotto il segno di questa “normalità” per le due ragazze, da poco maggiorenni, che accettano per inerzia anche di essere sfruttate a fini “taumaturgici”. Saranno due inaspettati incontri, con un famoso agente (Gaetano Bruno) e con un chirurgo convinto di poterle dividere (Peppe Servillo), a dare un’improvvisa scossa alle loro esistenze. Con questa storia il regista porta sullo schermo un film sulle difficoltà della separazione. Per farlo, utilizza la cifra della sceneggiata napoletana in chiave antirealista, puntando molto su scelte estetiche forti e definite, anche sottolineate dalle splendide musiche originali di Enzo Avitabile, oltre all’innegabile vitalità delle gemelle Fontana, alle quali ovviamente chiede moltissimo e, per questo, vanno loro perdonati alcuni eccessi. Per Edoardo De Angelis i generi sono come la cassetta degli attrezzi: sono un serbatoio in cui pescare per raccontare un sentimento, uno stato d’animo. Nel caso di “Indivisibili”, a differenza di “The Elephant Man”, più che una pulsione emotiva, il motore ed elemento propulsore della storia è una separazione, una lacerazione: fra due corpi, ma anche fra due anime, fra il bambino e l’adulto (perché è di crescita che si parla), fra l’indipendenza economica e decisionale e il legame viscerale con la famiglia.

Inoltre, giovedì 23 marzo, alle ore 21, continua la rassegna cinematografica “La decima musa”, in collaborazione con l’Unitre, con il film “Moonlight”, fresco vincitore del Premio Oscar 2017 per il miglior film, che racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo. Un film intimo e poetico sull’identità, la famiglia, l’amicizia e l’amore.

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