Martedì 28 febbraio, nel liceo classico di Macerata, si è svolto un incontro tra gli studenti che partecipano al progetto “Simposio” e Paolo Nanni, del Sert.  Noi, ragazzi del servizio civile, abbiamo partecipato a questo incontro e vorremmo condividerlo con voi.

La campagna “Slot Mob” è nata nel luglio 2013 volta a sensibilizzare i proprietari dei bar del territorio italiano con l’obiettivo di convincerli ad eliminare dai loro locali le macchinette slot. Concretamente “Slot Mob” mobilita le masse di persone invitandole a fare colazione nei bar che partecipano all’iniziativa organizzando un vero e proprio flashmob, sostenendo economicamente i proprietari e appoggiandoli nella loro scelta.

L’incontro è iniziato con una breve presentazione dei progetti che Paolo Nanni segue, tra cui ricordiamo “Stammi bene” che si occupa di prevenzioni di droga, alcol ecc. per poi passare alla tematica protagonista dell’incontro la dipendenza dal gioco d’azzardo ormai conosciuta come ludopatia.

Poche volte pensiamo che il gioco d’azzardo possa diventare veramente pericoloso sia per il giocatore che per la sua famiglia o tutta la società che lo circonda. Ciò che è stato spiegato agli alunni è come questo fenomeno sommerso in realtà ci tocca molto più da vicino di quanto pensiamo e come sia semplice cadere in questo tipo di dipendenza attraverso i giochi legalizzati. Nella prima parte dell’incontro attraverso un piccolo sondaggio fatto da Nanni, abbiamo notato come il novanta per cento circa dei presenti avevano giocato almeno una volta nella loro vita ad un qualsiasi gioco d’azzardo. Gratta e vinci, schedine del calcio piuttosto che la scommessa o il poker, insomma tutti almeno una volta, hanno impiegato i loro soldi e il loro tempo per tentare la fortuna. Quanti hanno vinto? Praticamente nessuno.

Secondo le informazioni di “The Economist”, mostrate all’incontro l’Italia si trova al sesto posto nel mondo per le perdite nei giochi d’azzardo. Il mercato italiano del gioco è invece primo in Europa e quarto nel mondo. Dati senza dubbio preoccupanti che fanno presagire come il fenomeno si stia espandendo a macchia d’olio in tutto il nostro paese. Siamo quindi davvero consapevoli del pericolo che si corre nel momento in cui giochiamo? Ma soprattutto esistono reali possibilità di fare soldi facili attraverso il gioco?

Per rispondere a questi quesiti gli studenti e i professori sono stati invitati a partecipare ad una simulazione di un gioco d’azzardo (win for life facsimile) ideato da Paolo Nanni, e come matematicamente si possa calcolare la percentuale e le possibilità di vincita. Il risultato è chiaro: abbiamo 1 possibilità su 7 milioni di vincere 100.000 euro. Insomma una probabilità di vincere c’è, ma quanti soldi dobbiamo investire per ottenere il premio? Anche questa volta la risposta sembra ovvia i soldi investiti sono nettamente superiori a quelli vinti durante i tentativi di gioco.

Al termine dell’incontro ci si è soffermati su come la pubblicità del gioco e il marketing spingono la gente ad entrare in questo mondo, ma soprattutto quanto sia fuorviante il messaggio trasmesso da questi canali. Non dimentichiamo che dietro la promessa di una facile vincita di grandi somme di denaro, c’è sempre l’interesse delle aziende produttrici del gioco pronte a sfruttare le fragilità delle persone per un cospicuo guadagno.

Sia ragazzi che professori sono rimasti molto soddisfatti ed interessati dall’incontro, speriamo che questo evento sia servito a sensibilizzare i ragazzi su questa tematica e che spinti dalle parole di Paolo Nanni riescano a mettere in pratica ciò che hanno imparato.

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