Ho incontrato il giornalista Maurizio Verdenelli durante la visita all’Accademia Militare di Modena per la mostra delle foto di Carlo Balelli (“Obiettivo sul fronte”, leggi qui l’articolo). Parlando del più e del meno, finiamo per confrontarci sulla scuola e, alla fine, “accordo fatto”: verrà nella sede maceratese dell’Ipsia “Corridoni” a parlare di Enrico Mattei. Alcuni giorni fa, l’incontro con i ragazzi del “quinto” che hanno ascoltato e preso appunti sulla figura di Mattei. Famiglia di umili origini che non potrà permettersi neanche l’affitto di una casa a Camerino, tanto da trasferirsi nella più “abbordabile” Matelica. Nonostante ciò, diventerà l’uomo più ricco e potente dell’Italia del Dopoguerra.

Dopo la visione di un filmato, appositamente realizzato, che storicizza la figura di Mattei fino alla morte, sull’aereo che si frantumerà nei cieli di Bascapè in provincia di Pavia, sono stati letti interessantissimi testi. La voce è quella di Ylenia Gazzella del Ctr di Macerata che si è alternata a quella dello stesso Verdenelli. Brani tratti dal carteggio con Giorgio La Pira, quando la Nuova Pignone sarà in liquidazione o quelli in cui lo stesso Mattei espone la sua idea di servizio alla Nazione e di un’Italia ricca per tutti. Interessanti poi le riflessioni su quello che è stato il mistero della sua morte: bugie, servizi segreti, la loggia massonica P2 e il collegamento con altre morti poco chiare, come quelle del giornalista Mauro De Mauro e di Pier Paolo Pasolini. Proprio con la poesia straordinaria “La ballata delle madri” di Pasolini, letta con grande professionalità dalla Gazzella, si è concluso l’incontro ricordando le indagini di Verdenelli su Mattei che hanno dato origine ai libri “La Leggenda del Santo Petroliere” ed “Enrico Mattei. Il futuro tradito”.

Una lezione di tre ore che ha catturato l’attenzione dei ragazzi e ha coniugato insieme storia, letteratura e riflessioni sul futuro che “non è stato” e su di un presente che ci riporta all’attualità. «Mattei diceva: “Il petrolio fa cadere governi, fa scoppiare le rivoluzioni, i colpi di stato, condiziona l’equilibrio nel mondo. Il destino di milioni di uomini nel mondo in questo momento dipende da 4 o 5 miliardari americani – ricorda Verdenelli -, la mia ambizione è battermi contro questo monopolio assurdo. E se non ci riuscirò io, ci riusciranno quei popoli che il petrolio ce l’hanno sotto i piedi”». Ed è proprio quello che sta accadendo nei territori dove anche l’Isis gioca, purtroppo, un ruolo fondamentale nella destabilizzazione delle dinamiche economiche mondiali.

«Il bianco e il rosso»: Mattei e Pasolini a confronto

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