Ipsos. Sono 8mila gli oratori in Italia: «Luoghi specifici dell’educazione»

La ricerca è stata presentata a Bologno nell'ambito del XV Convegno nazionale di pastorale giovanile. Presenti Marco Moschini, docente di Filosofia teoretica e direttore del corso di Perfezionamento, progettazione, gestione e coordinamento dell’Oratorio presso l’Università di Perugia, Nando Pagnoncelli, presidente e amministratore delegato di Ipsos Italia, e oltre 700 incaricati da 165 Diocesi

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«Non un lusso, ma un luogo specifico dell’educazione». Lo ha affermato Marco Moschini, docente di Filosofia teoretica e direttore del corso di Perfezionamento, progettazione, gestione e coordinamento dell’Oratorio presso l’Università di Perugia, commentando la ricerca Ipsos sugli oratori italiani presentata a Bologna nell’ambito del XV Convegno nazionale di pastorale giovanile. Presente anche Nando Pagnoncelli, presidente e amministratore delegato di Ipsos Italia, secondo il quale sono oltre 8mila le strutture attive in tutta la Penisola (8245 a fronte di 5637 dichiarati). All’incontro hanno partecipato 700 incaricati da 165 Diocesi.

La rilevazione è stata condotta dall’ottobre 2015 all’aprile 2016, somministrando agli incaricati diocesani (221) un questionario da compilare con l’obiettivo di verificare: numero di oratori presenti in ogni diocesi; alcune informazioni di tipo strutturale (giorni di apertura, attività svolte e presenza o meno di coordinamento diocesano). Le risposte sono state 110. Dai dati raccolti provenienti dalle 110 Diocesi che hanno risposto si evidenzia che il 96,7% degli oratori del Nord sono legati alle parrocchie, la percentuale cala al 91% al Centro e all’87% al Sud. Al Centro e al Sud sono presenti anche realtà come i Salesiani di don Bosco e le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Giuseppini del Murialdo e altri organismi. Quasi la metà delle diocesi intervistate – 52% – ha un coordinamento diocesano per gli oratori e dove quest’ultimo non è presente la maggior parte ritiene molto utile averlo (74%). Circa le proposte di formazione indirizzate agli oratori queste sono presenti nel 73% delle diocesi. Il 49% di queste organizzano incontri con i responsabili “più volte l’anno”, il 24% “una volta l’anno” e il 27% “mai”.

Il 96,7% degli oratori del Nord sono legati alle parrocchie, la percentuale cala al 91% al Centro e all’87% al Sud

«In questa indagine – ha sottolineato Moschini – l’oratorio viene percepito così come pensato dalla Chiesa, con una certa profezia, anche alla luce della Nota pastorale (2013) sul valore e la missione degli oratori, intitolata “Il laboratorio dei talenti”. L’oratorio è uno strumento pastorale strategico poiché consente alla Chiesa di svolgere la sua vocazione educativa». Uno degli aspetti ulteriori che emerge dalla ricerca è quello della “territorialità”: non esiste un modello unico di oratorio, ma questo si configura alle necessità del territorio, si adegua con originalità a tutti i luoghi. «Abbiamo oratori di strada e quelli molto più strutturati – ha aggiunto il docente -, tutti esprimono la loro vocazione educativa nella prossimità, come esorta papa Francesco. Non esiste uno strumento più vicino alla pastorale e all’annuncio come l’oratorio. Questo più che intorno ad uno spazio, come può essere una sala, una tenda, una mega struttura, si articola intorno alla relazione, al contatto con il ragazzo. Farci costruttori di prossimità nella relazione con i giovani, è questo lo specifico dell’oratorio».

Moschini: «L’oratorio è uno strumento pastorale strategico poiché consente alla Chiesa di svolgere la sua vocazione educativa»

Da Nord a Sud, nello specifico, l‘indagine mostra che le più presenti sono il gioco libero (100% degli intervistati), l’animazione di gruppo (100%) e l’oratorio estivo/Grest (93%). Tengono le attività espressive, pellegrinaggi, feste speciali, campi scuola (tutti con 88%), le pratiche sportive si attestano all’83%, insieme al doposcuola. Le attività caritative e volontariato sono presenti nel 66% delle Diocesi intervistate, mentre racimolano un 33% le attività missionarie e le settimane di vita comunitaria. Chiudono le attività ecologiche e ambientali praticate solo nel 25% delle diocesi. Il numero medio di attività svolte in ciascuna diocesi è di 13, con punte di 14 al Nord (17 nelle diocesi lombarde).

Le attività più presenti sono il gioco libero e l’animazione di gruppo (100% degli intervistati)

Tuttavia, le figure professionali sono ancora poco radicate all’interno degli oratori delle diocesi intervistate. Il 63% ha dichiarato, infatti, di non averne. Del 37% restante il Nord con il 66% doppia il Centro (31%). Il Sud indietro con il 3% di diocesi che hanno nei propri oratori figure di educatori retribuite.

Pastorale giovanile: educatori «non si nasce, si diventa»

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