Con le esibizioni di Mario Venuti, Alberto Fortis e Maldestro, che ha scelto il palcoscenico maceratese del Teatro della Filarmonica per presentare in anteprima nazionale i brani del suo nuovo album, quattro settimane di ascolti, cinquantanove proposte in concorso, ben centosettantasette canzoni selezionate e il sold out tutte le sere si è chiuso con grande successo il sipario delle audizioni live di Musicultura 2017.

A fare incetta di premi nell’ultima serata L’Armeria dei Briganti, la band cagliaritana ha conquistato pubblico e giuria aggiudicandosi Un Certain Regard per la migliore esibizione della serata e Premio gradimento del pubblico Val di Chienti.

La performance giocosa ricca di sonorità jazz e gipsy della band ha infatti colpito dritto al cuore del pubblico con «Il mendicante», «Il nostro camminare» e «Ok se te ne vai». La numerosa formazione cagliaritana è composta da Renzo Cugis (voce), Samuele Dessi (chitarra e voce), Andrea Murru (chitarra, mandolino e voce), Stefano Piras (chitarra e voce), Andrea Lai (contrabbasso e voce), Diego Deiana (violino e fisarmonica) e Mario Marino (batteria). «Siamo amici che si sono incontrati per suonare – ha dichiarato la band –, tra di noi c’è veramente una sinergia particolare e ci divertiamo molto, ci ispiriamo a un’artista francese, Stephan Sanseverino, portavoce di questa dimensione che noi ci sentiamo di rappresentare e di proporvi».

Ad esibirsi sul palco della Filarmonica è stata poi la cantautrice romana Ambra Calvani, che ha offerto i brani «Ancora qui», «Il concerto» e «Il silenzio». La forte voglia di sperimentare e conoscere nuove sonorità si tramuta nella sua esigenza di viaggiare in molti paesi del mondo. «Quello che canto è quello che ho passato – ha affermato l’artista –, vengo da una famiglia di periferia e quindi nel mio modo di scrivere c’è molto del mio luogo di nascita; devo vivere la mia canzone».

L’esibizione di Ambra Calvani

Quindi Andrea Mietta, in arte Peligro, rapper della cosmopolita Milano: dopo l’uscita dei suoi cinque album, ha presentato sul palco della Filarmonica «Assoluto», «Frammenti» e «La tua è la mia», brani estratti dal suo ultimo Ep che porta l’omonimo titolo «Assoluto». «Il nome deriva dal latino ab soluto, ovvero sciolto da ogni cosa: la mia idea di musica – ha raccontato Peligro – è proprio quella che è sciolta da qualsiasi vincolo, per favorire la contaminazione e creare sempre qualcosa di nuovo. Credo che la scrittura rap sia una scrittura molto più veloce rispetto a quella nei testi in cui si lavora con dei musicisti e i loro strumenti. Il microfono è il mio strumento».

Peligro

Marilisa Ungaro di Ischia, laurea in jazz al Saint Louis College of Music ha poi proposto a Musicultura «La storia sono loro», «Lentamente» e «Tra l’orizzonte e lo sguardo», brani coraggiosi per i contenuti e la struttura usata, una vena ironica per lanciare messaggi di forte attualità. «Avevo otto anni, ero triste perché mi sentivo esclusa dagli altri bambini della mia età, e così mi misi a scrivere»: racconta così il suo primo approccio al mondo artistico.

L’ultimo appuntamento con «Il libro della domenica», rassegna letteraria nata dalla collaborazione tra Musicultura e l’Associazione LiberiLibri, ha visto Piero Piccioni protagonista della lettura di un estratto da «Sartor Resartus» di Thomas Carlyle, personalità fra le più possenti, complesse e per certi versi contraddittorie del periodo vittoriano.

Il prossimo appuntamento con Musicultura sarà sabato 1° aprile al Teatro Persiani di Recanati, per il concerto dei sedici finalisti che proseguiranno la gara del Festival.

Print Friendly

Comments

comments