La visita a Loreto era già stata annunciata da qualche giorno ma del contenuto vero di questo passaggio, cortesia a parte, la Comunità del Centro Giovanni Paolo II di Montorso era ignara. Lì, in quell'”oasi” così singolare che da ben diciassette anni custodisce la viva vocazione di essere «La casa del Papa per i giovani», luogo di formazione e di accoglienza per i ragazzi e le ragazze d’Italia e d’Europa che decidono di comprendere, rafforzare e rinnovare il proprio cammino di umanità e di fede sulla spiritualità del “Sì” di Maria di Nazareth, sabato 11 febbraio è arrivato un ospite del tutto speciale. Il vescovo di Panama, monsignor José Domingo Ulloa Mendieta, ha infatti varcato la soglia di quelle stanze così care al Santo Pontefice che ne volle, in persona, l’edificazione durante lo storico incontro di Eurhope’95.

Il vescovo di Panama, secondo da destra, durante la visita a Montorso accanto a Marcello Bedeschi e, primo da sinistra, il direttore del Centro, don Paolo Volpe

Durante la sosta nella piccola cappella nel cuore del Centro, l’inaspettata “rivelazione”: monsignor Ulloa ha intonato, in spagnolo, una preghiera affidando proprio a San Giovanni Paolo II e alla Vergine di Loreto la Giornata mondiale della gioventù che si terrà proprio a Panama nel 2019. Un gesto più che significativo, dunque, dall’alto di una spianata che rappresenta un vero e proprio “grembo” significativo per la Pastorale giovanile che lì ha visto più di un milione di giovani riuniti attorno ad un Papa: prima Giovanni Paolo II, nel 1995 e 2004, quindi Benedetto XVI, nel 2007. Ad accompagnare il vescovo di Panama, il responsabile del Comitato della Gmg e padre João Chagas, responsabile della sezione giovani del nuovo Dicastero Laici Famiglia e Vita.

La messa nella Santa Casa di Loreto

Come riferito dal direttore del Centro di Montorso, don Paolo Volpe, affiancato da Marcello Bedeschi, “anima” storica delle Gmg, si è trattato di «un incontro davvero emozionante e di forte comunione in questo luogo in cui lo “sguardo” del Papa e quello dei giovani più volte si sono uniti in un abbraccio forte, sotto la protezione di Maria e nella speranza di costruire un futuro sempre nuovo secondo la volontà di Dio».

Monsignor Ulloa con don Paolo Volpe

Durante il suo pellegrinaggio in terra marchigiana, il presule ha poi donato il medaglione raffigurante Santa Maria La Antigua, patrona di Panama e con tutta la delegazione si è portato in visita alla Basilica celebrando la messa in Santa Casa e rinnovando l’impegno di preghiera per la Giornata mondiale della gioventù prevista tra due anni.

«Nella semplicità e nella quotidianità della Casa – ha aggiunto inoltre Volpe –, attraverso questo segno così sentito vogliamo condividere con i giovani di tutto il mondo questo cammino che, passando attraverso il Sinodo dei Giovani del 2018, proseguirà fino alla grande festa di Panama 2019». Una festa che, c’è da scommetterlo, saprà essere ponte di gioia e di devozione tra tutte le Nazioni, come accade da quel lontano ma attualissimo 1986, quando Giovanni Paolo II, il «Santo subito» trasformò una geniale intuizione in un’invenzione di cui la gioventù gli è profondamente debitrice.

La tappa nella stanza in cui soggiornò San Giovanni Paolo II
Il medaglione raffigurante la patrona Santa Maria La Antigua
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