«Ciao mamma, vado in Africa», la serie in cinque puntate su Tv2000

Il programma è stato realizzato da Nicola Berti per la Ong "Medici con l'Africa Cuamm" e sarà trasmesso alle 19.30 dal 14 al 18 febbraio

0
201

Il continente africano raccontato da giovani, medici e non, attraverso le storie e i volti conosciuti durante le loro missioni. Lo propone “Ciao mamma, vado in Africa”, serie in cinque puntate realizzata da Nicola Berti per la Ong “Medici con l’Africa Cuamm” e trasmessa da Tv2000, alle 19.30, dal 14 al 18 febbraio. Molti di loro, professionisti non necessariamente in fuga, sono partiti alla volta dell’Africa insieme ai volontari dell’associazione padovana per coronare un sogno o, semplicemente, per fare un’esperienza nell’ambito della cooperazione e dello sviluppo. La serie indaga le motivazioni che hanno spinto i giovani trentenni a partire e descrive le situazioni, spesso davvero complicate, in cui hanno dovuto mettersi in gioco.

Le loro testimonianze rappresentano istantanee su realtà in frenetico cambiamento, inusuali e liberi punti di vista che possono aiutare lo spettatore a capire qualcosa di più sull’Africa. Cinque puntate per altrettanti paesi e nove protagonisti: specializzandi in medicina e neo specialisti, ma anche logisti e amministrativi, tutti accomunati dalla passione per l’Africa e il desiderio di aiutare chi ha bisogno.

Spazio alle storie di Martina Mazzocco di Rovigo e Sara Chiurchiù di Roma, entrambe specializzande in Pediatria in Tanzania. Il racconto dalla Sierra Leone è di Francesca Tognon, medico di Verona, e Matteo Bottecchia, responsabile dei progetti di Treviso; dall’Uganda quello di Riccardo Conventi di Modena e Palmira Immordino di Palermo, entrambi specializzandi. Sempre di Palermo un giovane specialista in Salute Pubblica: Guido Maringhini, co-protagonista della puntata dedicata al Mozambico insieme a Chiara Boscardin, specializzanda in Pediatria di Padova. Ultima puntata dedicata all’Etiopia, con la storia di Francesca Gritti, coordinatrice amministrativa paese originaria di Bergamo.

Print Friendly

Comments

comments