«Ricostruire le comunità significa per noi dire che la ricostruzione non può essere solo materiale ma deve essere affiancata e guidata dalla ricostruzione di un tessuto sociale, economico e produttivo che metta al centro la persona e sia capace di rispondere ai suoi bisogni». Così si è espressa Silvia Spinaci, responsabile della Cisl di Macerata, nel corso del laboratorio svoltosi a Castelraimondo sul futuro delle aree colpite dal sisma, promosso dalla Cisl di Macerata e di Tolentino da lei coordinato insieme a Rocco Gravina, segretario della Fim Cisl Marche.

Al laboratorio hanno preso parte con la loro testimonianza Roberto Mocci, dipendente della Nerea, Luciana Salvucci, dirigente scolastica, Maurizio Sabbatini, allevatore locale, Paolo Isabettini, componente dell’associazione Daje Marche e Francesca Basha, studentessa UniCam. Nella seconda parte sono intervenuti la parlamentare marchigiana Irene Manzi, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, i rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali, territoriali e il rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini.

Silvia Spinaci, responsabile di Cisl Macerata

Proprio dalla responsabile della Cisl Macerata, Silvia Spinaci, ci siamo fatti spiegare le priorità: «Siamo ancora in piena emergenza. Le scosse si susseguono, senza contare gli enormi disagi legati alla neve delle scorse settimane e al blackout. Nelle zone colpite dal sisma la popolazione e le amministrazioni locali sono allo stremo delle forze e delle energie psicologiche.

Al contempo l’avvio della ricostruzione resta inchiodato al palo da un sistema di certificazione dei danni e delle inagibilità molto, troppo, macchinoso. La priorità è da un lato continuare a gestire l’emergenza con ogni forza e risorsa. Ma è altrettanto prioritario cercare di alzare lo sguardo, guardare oltre l’emergenza e preoccuparsi già oggi di costruire una visione di futuro per l’entroterra maceratese».

Come rilanciare il sistema sociale ed economico?
Servono investimenti forti e coraggiosi. Per questo pensiamo che i fondi europei sono una risorsa preziosa da non disperdere. Con la Strategia per le Aree Interne e il Piano di Sviluppo Locale arriveranno nel maceratese circa € 20.000.000 a cui si aggiungeranno le risorse aggiuntive per il sisma al Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale che dovrebbero ammontare a circa € 150.000.000 per tutte le aree terremotate delle Marche. Oggi è fondamentale programmare l’utilizzo di queste risorse in modo integrato per rispondere al meglio alle esigenze del territorio.

Quali sono i campi di intervento?
Il lavoro da fare non manca. Lo scorso 20 gennaio come Cisl abbiamo organizzato un laboratorio di confronto tra i soggetti che gestiscono le leve dello sviluppo locale per iniziare a parlare di come ricostruire non solo le case, ma soprattutto le comunità, ossia il tessuto sociale, economico e produttivo delle aree colpite.

Serve una progettualità di ampio respiro, costruita a partire dal territorio e condivisa dai soggetti istituzionali, sociali ed economici che lo animano. Una progettualità capace di ripartire dalle potenzialità che i territori colpiti dal sisma avevano e continuano ad avere: risorse naturali, paesaggistiche, artistiche e culturali, imprese manifatturiere, agro-alimentare e produzione tipica locale, servizi alla persona, turismo.

Quale segnale di speranza dare alle popolazioni?
È tempo di iniziare a fare. Da un lato va accelerato l’avvio della ricostruzione e vanno garantiti tempi certi per il rientro delle popolazioni con soluzioni abitative che, sebbene provvisorie, devono essere dignitose. Al contempo va avviata una vera progettazione per il futuro per dare alle popolazioni che rientreranno nelle zone colpite una prospettiva reale di lavoro e sviluppo.

Il laboratorio avrà un seguito?
Assolutamente si. Come CISL vogliamo continuare a lavorare su progetti operativi con i soggetti che si sono messi a disposizione nel nostro laboratorio. Per dare al nostro territorio una voce sola e forte nell’interlocuzione con gli altri livelli istituzionali servono anche reti più ampie e riconosciute.

Per questo, insieme a CGIL e UIL, pochi giorni fa abbiamo chiesto al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, di farsi promotore di un percorso territoriale di confronto, integrazione e condivisione attraverso la convocazione di un tavolo che tenga insieme attorno alla definizione di progetti condivisi le istituzioni locali, le due Università del territorio, le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali.

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