Una, quella intitolata a San Gabriele in contrada Consalvi, è stata il primo progetto di Alfredo Lambertucci, architetto originario di Montecassiano scomparso dieci anni fa; l’altra, dedicata alla Santa Famiglia, nella frazione Casette Verdini, è stata una delle prime opere progettate dal Gruppo Marche fondato sul finire degli anni ’60 dall’architetto Paolo Castelli e da altri professionisti. Sono queste le due chiese della Diocesi di Macerata, costruite a distanza di una decina d’anni una dall’altra, che compaiono tra le 141 opere architettoniche selezionate e pubblicate nella Guida all’architettura nelle Marche 1900-2015, edita dalla casa editrice maceratese Quodlibet e presentata nei giorni scorsi al ridotto del Teatro delle Muse di Ancona.

La “Guida” è frutto del lavoro di ricerca di un trentenne ingegnere-architetto iesino, Lorenzo Ciccarelli, che da tre anni collabora con la Fondazione Renzo Piano. Pagina dopo pagina, il volume è un lungo itinerario, dal nord al sud delle Marche, tra edifici significativi per epoche, stili e progettisti che in qualche modo hanno segnato la storia dell’architettura nella regione durante tutto il XX secolo e nei primi tre lustri del XXI.

La chiesa di Consalvi, oggi parte della parrocchia di Santa Croce, è stata ultimata nel 1960, ma al progetto l’architetto Alfredo Lambertucci aveva iniziato a lavorare già nel 1953, appena dopo aver conseguito la laurea a “La Sapienza” di Roma, università di cui è stato in seguito anche docente.

Il complesso edilizio, formato da più corpi di fabbrica collegati tra loro, ben si colloca nel paesaggio della circostante campagna abitata. Come sottolinea, infatti, l’autore del volume, il progettista aveva lavorato tenendo presente i “caratteri della tradizionale casa mezzadrile marchigiana”. Significativo, dal punto di vista architettonico, l’interno della chiesa vera e propria, di cui Lorenzo Ciccarelli sottolinea “le due falde della copertura, scollegate in sommità da un inserto lineare vetrato dal quale filtra una lama di luce che rischiara lo spazio liturgico”.

Anche la chiesa della Santa Famiglia a Casette Verdini, costruita nel 1971, si presenta con distinti corpi di fabbrica. Il più piccolo, di forma rettangolare, è destinato agli uffici parrocchiali e all’oratorio; il più grande, di forma quadrata, costituisce la chiesa vera e propria. Di questa parte, sotto l’aspetto architettonico, viene evidenziato l’inserimento di una parete vetrata a tutt’altezza dietro l’altare. Un “sottile artificio progettuale – scrive l’autore – per fa sì che l’altare sia trasfigurato dalla luce, in contrasto con lo spazio riservato ai fedeli immerso nell’ombra”.

La Guida all’architettura nelle Marche (370 pagine e 390 illustrazioni, 22 euro) si apre con il famoso Villino Ruggeri di Pesaro (una delle maggiori testimonianze del Liberty) e si chiude con Villa Fioretti, nella campagna ascolana, passando per molte testimonianze dell’architettura del ‘900 presenti anche a Macerata: dall’Autopalazzo di viale Puccinotti (1911) al Palazzo delle Poste (1922-1930), dal Palazzo degli Studi (1929-1934) alla sede della Cassa di Risparmio (1949) ed altri ancora, tra cui il Quartiere INA-Casa in via Spalato, il palazzo del Tribunale in via Pesaro e, da ultimo, la recente Stazione delle autocorriere nei pressi di piazza Pizzarello.

Nella foto in apertura, l’interno della chiesa di Consalvi (foto Mappelab.)

Un viaggio alla scoperta dell’architettura nelle Marche

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