Non c’è davvero tregua per il Centro Italia. Poco prima dell’alba, le Marche sono ripiombate nuovamente nella paura, dopo la sequenza di quattro scosse sismiche (la prima di magnitudo 3.0, poi di 4.0, alle 4:47, quindi il movimento tellurico di 3.0 e, infine, alle 5:10, quello più forte di 4.4). I terremoti che si sono succeduti sono stati registrati nell’area di Monte Cavallo, in provincia di Macerata.

A commentare l’ennesimo stato d’allerta in cui le popolazioni colpite si trovano costrette a vivere ormai da mesi è monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, diocesi particolarmente interessata dal sisma. «Siamo stati svegliati di nuovo nella notte – dichiara –, interrompendo un momento di relativa tranquillità. Mentre si sta programmando il graduale rientro in città, con sopralluoghi più minuti ed attenti, ora queste nuove scosse significative fanno fare un passo indietro, imponendo di muoverci con più cautela, ma senza troppi allarmismi. Come Chiesa locale, ovviamente, continuiamo a stare a fianco della gente, impaurita e angosciata da questa durissima prova».

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