La festa della presentazione del Signore al tempio che la chiesa celebra il 2 febbraio, offre lo slancio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Vita consacrata. Anche la nostra chiesa locale, si è ritrovata in comunione per celebrare l’eucarestia ospitati dalle monache domenicane, il cui monastero, grazie all’adorazione eucaristica perpetua, rappresenta un polmone contemplativo della Diocesi.

Presenti alla solenne concelebrazione le diverse comunità religiose del territorio: francescani, salesiani, cistercensi, suore, consacrati agli istituti secolari, insieme per ringraziare il Signore della propria vocazione e per rinnovare i propri voti religiosi.

A celebrare la messa, animata da un gruppo di giovani, il vescovo Nazzareno Marconi. «Abbiamo una concezione a volte sbagliata della consacrazione – ha detto durante l’omelia -, pensando che che la nostra sia una vita donata a Dio. In realtà tutti appartengono a Dio, solo che chi si consacra non riscatta la propria vita. Ho smesso di rivendicare qualcosa che so che è sua»

Nelle parole del Vescovo anche un riferimento al discorso di papa Francesco ai partecipanti alla plenaria della congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, attraverso il quale ha invitato i presenti a riflettere circa la necessità dell’accompagnamento religioso, e di come questo accompagnamento è bene se ricercato all’interno della propria comunità: «chi è più avanti in anni di consacrazione senta che il Signore lo chiama a farsi accompagnatore e sostegno di chi è più indietro».

In conclusione il vescovo Nazzareno ha augurato a tutti i consacrati presenti di non aspirare ad essere dei “grandi fari”, «perché basta una luce che non si spegne nella notte indica la via».

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