L’autrice Manuela Lunati

Una penna per scrivere, una matita per disegnare. Sono mani che esprimono arte quelle delle marchigiane Manuela Lunati, di Porto San Giorgio, e di Isabella Manfrini (in arte “LaManfrina”), di Camerano. Mani che si oppongono ad altre che, invece, causano soltanto violenza, dolore e, sempre troppo spesso, la fine di una vita. La galleria degli Antichi Forni di Macerata ospiterà le due autrici oggi, sabato 28 gennaio, alle 17.30, per la presentazione di un libro autobiografico, “Giochi di mano” (Editore Eri, 2013), scritto dalla Lunati, dal quale sono nate le illustrazioni di LaManfrina, in mostra fino al 5 febbraio 2017.

La presidente del Consiglio delle Donne Ninfa Contigiani

“Giochi di mano: dalle parole alla china” è il titolo scelto per l’esposizione (aperta dal lunedì al venerdì con orario 12-19, mentre sabato e domenica dalle ore 10 alle 19) promossa dal Consiglio delle Donne di Macerata. (leggi qui l’articolo). Un’opportunità per parlare di violenza di genere, raccontata dalle donne ad altre donne. «La storia di questa presentazione nasce ben tre anni fa, quando il libro uscì e fu letto da una mia amica che me lo passò – confida Ninfa Contigiani, presidente del Consiglio delle Donne -; cercammo subito di ospitare Manuela a Macerata per raccontarlo e raccontarsi. La convinzione è sempre che c’è un gran bisogno di parlare della violenza di genere non solo per la cronaca dei femminicidi (ad oggi da capodanno siamo già a 5 donne uccise dai partner) ma anche per le esperienze di rinascita».

La violenza di genere raccontata dalle donne ad altre donne

Vincitore del premio letterario Rai “La Giara”, il libro narra una storia d’amore nata in Bosnia durante l’ultima guerra civile. Lui croato, forte e dispersivo, lei italiana, schiva, costruttiva, assistente volontaria nei giorni dell’assedio. Durante il loro viaggio di nozze, in una nazione ancora sconvolta dalla guerra, dove la violenza è penetrata ormai fino al midollo delle persone, per la prima volta emerge la prepotenza del giovane marito. Comincia così una storia di sopraffazione. Lei rischia di disintegrarsi, affoga in presunte colpe, giunge alla difficile consapevolezza della distruttività del loro rapporto e finalmente al riscatto, ritrovando la stima di sé. “Disintossicarsi” dalla violenza significherà rischiare una nuova relazione, un nuovo matrimonio, un figlio e riuscire ancora a credere ad una quotidianità senza incubi.

Il libro narra una storia di rinascita in cui ci si libera dalla dalla violenza

«Sono belle e straordinarie le donne che si sono sapute dare una rinascita – ha aggiunto la Contigiani -, che hanno avuto la fortuna di avere vicino qualcuno che le ha credute, aiutate, sostenute in un passaggio così importante. Ora abbiamo l’occasione di proporlo alla città in qualche modo “insaporito” dalle vignette di Isabella Manfrini che, ispirate dal libro, passano però un messaggio di fratellanza, di mani che si intrecciano e si scaldano, di donne che si affrancano e rinascono nonostante le ferite e i soprusi subiti, insieme».

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