Maternità surrogata, la soddisfazione del Forum delle Famiglie

Vincenzo Bassi, rappresentante del Forum delle famiglie presso la Fafce: «Da queste conclusioni dobbiamo ripartire per continuare a incoraggiare le istituzioni italiane ad opporsi senza indugio a qualsiasi tipo di riconoscimento o di tolleranza nei confronti della maternità surrogata»

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Non si può riconoscere il figlio se non c’è un legame biologico. Lo ha deciso la Corte europea dei diritti dell’Uomo, ribaltando un precedente pronunciamento, che ha stabilito così un no a tutto tondo alla maternità surrogata. «Con questa sentenza – commenta Vincenzo Bassi, rappresentante del Forum delle famiglie presso la Fafce (Federazione europea delle associazioni familiari) -, vengono meno i presupposti politici e giuridici per introdurre anche surrettiziamente nell’ordinamento italiano, l’utero in affitto, una pratica da combattere a tutti i livelli fino alla messa al bando a livello internazionale».

La Corte, che doveva giudicare il ricorso di una coppia italiana, ha dato ragione a chi, in Italia ed in Europa, si è battuto contro ogni tentativo di legittimazione di stepchild adoption e utero in affitto. «Siamo contenti della decisone della Grande Chambre – ha aggiunto Bassi -, soddisfatti che il lavoro del Forum in Italia e della Fafce in Europa abbia contribuito a far bocciare la relazione De Sutter. Da queste conclusioni dobbiamo ripartire per continuare a incoraggiare le istituzioni italiane ad opporsi senza indugio a qualsiasi tipo di riconoscimento o di tolleranza nei confronti della maternità surrogata. Si può essere genitori in forza di un legame biologico o all’esito di un cammino legale che porta il bambino a essere adottato. Altre strade, come la maternità surrogata, possono essere legittimamente vietate».

Maternità surrogata, lo stop da Strasburgo