«Nei giorni scorsi, il terremoto e le forti nevicate hanno messo nuovamente a dura prova tanti nostri fratelli e sorelle dell’Italia centrale, specialmente in Abruzzo, Marche e Lazio». Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, domenica 22 gennaio.

«Sono vicino con la preghiera e con l’affetto alle famiglie che hanno avuto vittime tra i loro cari», ha proseguito, incoraggiando «quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di soccorso e di assistenza; come pure le Chiese locali, che si prodigano per alleviare le sofferenze e le difficoltà». «Grazie tante per questa vicinanza, per il vostro lavoro e l’aiuto concreto che portate. Grazie!», il doppio tributo di Francesco, che ha esortato i fedeli «a pregare insieme la Madonna per le vittime e anche per quelli che con grande generosità si impegnano nelle opere di soccorso».

Subito prima, il Papa ha ricordato la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si concluderà mercoledì 25 gennaio con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, «a cui parteciperanno i fratelli e le sorelle delle altre Chiese e Comunità cristiane presenti a Roma». «Vi invito a perseverare nella preghiera, affinché si compia il desiderio di Gesù: “Che tutti siano una sola cosa”», ha detto Francesco.

Il papa ha concluso l’Angelus ricordando inoltre che «nell’Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne si preparano a celebrare il capodanno lunare il 28 gennaio»: «Il mio cordiale saluto – ha detto – giunga a tutte le loro famiglie, con l’augurio che esse diventino sempre di più una scuola in cui si impara a rispettare l’altro, a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato. Possa la gioia dell’amore propagarsi all’interno delle famiglie e da esse irradiarsi in tutta la società».

Print Friendly

Comments

comments